Nikola, non è mica da questi particolari che si giudica… la strada giusta

Prendendo in prestito le parole di Francesco De Gregori della sua “Leva calcistica della classe ’68”, potremmo consolare Nikola (Nino) Kalinic dicendo che non è certo in base ad un rigore sbagliato che si emette il giudizio su un calciatore. Nello specifico neanche quello sul suo aver imboccato la strada giusta, finalmente, dopo due mesi di digiuno e di apatia sotto porta. Tracce di Kalinic per la verità se ne sono riscontrate un po’ ovunque anche quando il croato non segnava: il miracolo di Gollini su di lui con il Verona, il palo di Frosinone e la parata di Consigli contro il Sassuolo. Aldilà dell’errore dal dischetto, nella sfida con la Juve Kalinic ha ritrovato la via del gol e questa, ci auguriamo, sarà la via che l’ex Dnipro seguirà anche nella trasferta di Verona, sabato sera.

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1 Commento

  1. AL DI LA DEL RIGORE SBAGLIATO E DELLE SUPER PARATE DI CONSIGLI E ALTRI.DELLE TRAVERSE PRESE DOVE E’STATO ANCHE SFORTUNATO.UNA COSA E’CERTA.LA PORTA LA VEDE POCO E SOTTO.PORTA NON HA LA FREDDEZZA DEI GRANDI GOLEADOR.LO DICONO SOPRATTUTTO LE STATISTICHE DEGLI ULTIMI 8 ANNI.1 GOL OGNI 3-4 PARTITE.QUINDI NON VA LASCIATO SOLO IN ATTACCO COME UNICO PUNTO DI RIFERIMENTO MA VA SFFIANCATO DA UN GOLEADOR SCALTRO E PIU LESTO SOTTOPORTA COME AD ES.UN ICARDI.UN GILARDINO DI 3-4 ANNI FA ANCHE SE KALINIC FA UN OTTIMO LAVORO.NELLE CONCLUSIONI LASCIA A DESIDERARE

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