Novellino a FN: “Questa Fiorentina avrà un destino diverso da quella del Trap perché è sempre padrona del campo. Non ha niente di meno rispetto alle altre concorrenti al titolo”

Molte volte in queste settimane si è rievocato per analogia la Fiorentina del Trap della stagione ‘98-’99, anno in cui la squadra viola fu protagonista di un grande campionato che perse però nelle ultime giornate ad appannaggio del Milan di Zaccheroni. Quell’anno Walter Novellino, che Fiorentinanews.com ha interpellato, guidava il Venezia in A.

Pensa che il destino viola quest’anno possa essere diverso da quello?

“Sì, penso che avrà un destino diverso. Quella Fiorentina era una grande squadra, anche se mi ricordo che in casa la battemmo 4 a 1 (ride, ndr), c’era un grande campione come Batistuta, oggi è cambiata nel sistema di gioco e nell’allenatore. Ma soprattutto la cosa più bella della Fiorentina attuale è il fatto di essere sempre padrona del campo e di avere la capacità di essere determinante con grande facilità”.

Roma, Inter, Napoli, Milan e Juve hanno singoli qualitativamente superiori a quelli viola, la viola dal canto suo fa dell’unità del gruppo e dell’identità comune di gioco i suoi punti di forza. In ottica Scudetto, il fattore “forza del gruppo” può sopperire alla mancanza di individualità eccellenti?

“Sì, perché quello che conta è il gioco, è quello il fattore determinante. E comunque la Fiorentina è forte anche nei singoli: ha dei giovani importanti come Bernardeschi, che è bravissimo, e Babacar, ha un uomo di esperienza come Borja Valero e tanti giocatori importanti anche nella fase di non possesso. Aldilà dei singoli, non credo che la viola sia meno forte delle altre squadre che lottano per le zone alte della classifica, perché è una squadra che ha grande qualità”.

Scommetterebbe sullo Scudetto alla Fiorentina?

“Io scommetto che farà benissimo e che lotterà fino alla fine per il titolo”.

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2 commenti

  1. Credere al massimo in tutti gli obiettivi.

  2. Michele da Milano

    Se giochiamo così non abbiamo niente da temere. Semmai sono gli altri a dover temere noi

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