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OLTRE IL CONFINE TRA IL SOGNO E LA POSSIBILITA’. LA FRAGOROSA ASSENZA DELLA FIRENZE IMPRENDITORIALE

Una premessa: la giornata di ieri entrerà nella storia della Fiorentina e anche di Firenze (comunque l’iter vada a finire), per l’appagamento che ha ottenuto la curiosità dei tifosi. Il nuovo stadio di cui si parla dal 2008 (ma quella era l’abbozzo di un’idea, non un progetto), sta attraversando il confine tra sogno e possibilità (parlare di certezza mi sembra ancora azzardato). Sotto il profilo procedurale, però, la presentazione di oggi non aggiunge niente alle possibilità di realizzazione. Il progetto svelato ai tifosi è quello consegnato alcuni mesi fa agli uffici tecnici del Comune. L’iter sta andando avanti con tempi non rapidi (perché così è previsto per le grandi opere di interesse pubblico), ma certi (entro la seconda metà del 2019 fine della trafila burocratica e posa della prima pietra; 24 mesi dopo la prima partita). L’esibizione pubblica di slide, plastico e video possono rivelarsi utili a riaccendere l’entusiasmo che i risultati della squadra hanno notevolmente affievolito. E anche rialzare la quotazione del tasso di fiducia nella famiglia Della Valle. A questo proposito devo dire che l’assenza di Diego, da molti indicata come un affronto e un segno di disinteresse, l’ho trovata quanto mai opportuna. Forse non nei confronti delle attese della tifoseria viola, ma certamente rispettosa dell’autorevolezza, già abbastanza precaria, del fratello. Diego, che ormai da anni ha fatto non un passo ma una passeggiata indietro nel mondo del calcio, ne avrebbe completamente oscurato la figura presentandosi oggi in Palazzo Vecchio. Sarebbe stato il suggello a chi, a torto o a ragione, sostiene che quando c’è qualcosa che conta davvero, tocca a Diego il palcoscenico. Nessuna offesa a Firenze, non facciamo i permalosi, ce ne sono già a sufficienza “in Fiorentina”. Si conferma invece la fragorosa assenza, questa sì, degna di nota, della Firenze imprenditoriale a fianco della squadra e della società. Il presidente esecutivo Cognigni ha infatti rivelato che fra i possibili partner, nell’investimento da 420 milioni, non ci sono fiorentini, e neanche italiani. Dal rischio estinzione nel 2001 a oggi, niente è mutato. Il nuovo stadio? Bello. Anche se il giudizio estetico è sempre personale (probabilmente nel Rinascimento ci sarà stato chi ha storto la bocca alla costruzione della Cupola, ma lì il dissenso aveva poche chances). Funzionale. Stando alla descrizione architettonica e delle dotazioni tecnologiche. Integrato. Nuovi parcheggi, viabilità potenziata, una stazione ferroviaria a servizio, la tramvia, parcheggi a go go: queste le previsioni urbanistiche. Guardando i rendering dell’erede del Franchi, con quella linea sinuosa e l’involucro esterno solcato da tante righe orizzontali, viene in mente una megattera viola. La grande balena possente, potente e al tempo stesso capace di incredibili evoluzioni. Come dovrà essere la squadra che (tra quattro anni?) vi scenderà in campo.

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17 commenti

  1. Alessandro, Toscana

    Io dico…. via i DV e Marco da Firenze

  2. Alessandro, Toscana

    Anche prima di oggi è sicuramente di domani…. VIA I DV DA FIRENZE!!!

  3. Non sono d’accordo quasi su nienete di quello che dice Matteini. In primis su Diego. Verrebbe da dire : ma Diego si muove solo per investimenti che superano il miliardo, il resto è…noia ? oppure Diego si muoverebbe anche per mooolto meno se l’investimento fosse per qualcosa che a lui interessa, che lui ama o, meglio, in cui lui crede. La sua presenza oggi, insieme ad Andrea, avrebbe potuto dimostrare il suo interesse ed il suo coinvolgimento, anche emozionale, nel “progetto”, il suo interesse nella Fiorentina ed in Firenze dove dovrebbe creare posti di lavoro, propaganda a lui tanto cara. Ma, contrariamente a Matteini, tutti ormai sanno cos’è la Fiorentina per Don Diego ed oggi si è capito anche cos’è Firenze per lui: noia. Riguardo agli investitori fiorentini, mi verrebbe da ricordare le diatribe del passato per cui mi chiedo : ma la Confindustria Fiorentina, è stata invitata alla presentazione ? perché se non è così ( e credo proprio che questa sia la situazione) mi domando per quale motivo gli industriali avrebbero dovuto presenziare alla presentazione di un progetto nel quale non sono stati coinvolti, del quale sono estranei e, in più, non sono nemmeno stati invitati. E pensate che Cognigni lo abbia detto a caso che non ci sono investitori fiorentini ? Lo show , fatto di aria fritta, era ben organizzato ed ora il rischio è tutto sulle spalle della politica, di Nardella: se lo Stadio si fa è merito di Della Valle, se non si fa è colpa di Nardella. Valeva la pena rischiare tanto per due voti ?

  4. Marcello(Marcello Vanni)

    vero facevo solo notare che non è un problema “Fiorentina” ma Firenze: la perdita del valore del marchio Firenze e stata grande pensare che possa essere un problema Fiorentina solo o peggio i Della Valle significa non rendersi conto della situazione reale di Firenze dove le aziende scappano invece di approdare e quello che è “peggio” alcune delocalizzano non fuori ma in Italia

  5. Si vole CHIU-EN-LAI a Firenze !!!!

  6. Marcello(Marcello Vanni)

    l’imprenditore investe dove ha la certezza di ottenere guadagni. La piazza fiorentina non centra un fico secco. Inoltre non è facilmente ipotizzabile che all’interno del progetto stadio ci sia una compagine fiorentina unita, in quanto l’investimento è molto oneroso e dovrebbe essere suddiviso fra vari imprenditori. E chi ci dice a noi che questa “collaborazione” sa da fare ? Tu entreresti in società con uno che non conosci solo perchè non ti bastano i soldi ? Questi aspetti non sono da sottovalutare. Inoltre prima di questa eventualità arriveranno sicuramente investitori stranieri molto più potenti economicamente e in grado di fare offerte più grosse e concrete.

  7. Marcello(Marcello Vanni)

    Mi stupisco che qualcuno se sia accorto oggi ma negli ultimi 25/30 cosa è stato fatto nella città di Firenze abbiamo perso industrie,mostre, non riusciamo ad andare in T.V. ( ultimamente la prima notizia su il calcio in toscana apre spesso col Pisa e non con la viola e non parlo del sabato capita mai nell edizioni nazionali di partire con la viola o il Bologna al posto di strisciate o romane? ) se non con Renzi i nostri musei prestano opere importanti ma i ritorni importanti in fatto di mostre sono quasi tutti per altre città. Quindi perché stupirsi se fiorentini e italiani non investono nello stadio? Questa è la considerazione attuale di Firenze (quanto mi dispiace ammetterlo) dovremmo chiederci il perché gli imprenditori fiorentini non investono niente nella Fiorentina e solo colpa loro?

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