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Orlando: “Fiorentina impaurita e senz’anima. Dirigenza e Sousa deludenti, ma adesso c’e un’arma in più”

Massimo Orlando, ex centrocampista della Fiorentina, a Viola Week commenta il 2016 viola senza usare troppe parole tenere: “Un anno fa avevo visto una grande squadra. Un gruppo importante che però andava rinforzato. Oggi vedo una Fiorentina impaurita e, prendendo spunto da alcune recenti dichiarazioni di Mondonico, vedo una squadra senz’anima. L’affermazione di Emiliano mi trova d’accordo. Sono convinto che con le mosse e le decisioni giuste tutto potrebbe tornare positivo. Tutto, tranne il risultato finale in campionato. Perché bisogna essere obiettivi, non credo la Fiorentina possa arrivare a centrare traguardi di pregio visti i punti che si sono lasciati per strada nella prima parte della stagione. Noto che lo sfilacciamento, forse la rottura, fra la società, l’allenatore e probabilmente la tifoseria rischiano di diventare un problema importante. Bene, bisogna che almeno le prime due componenti tornino a fare quello che serve per essere protagonisti nel calcio. Vorrei che la proprietà fosse molto più categorica su situazioni che spesso lacerano spogliatoi o creano fraintesi. Guardo le posizioni di Badelj e Gonzalo… Cessione, rinnovi, storie di questo genere: credo che definire le posizioni con decisione, metterci un punto subito, anziché creare strascichi, aiuti a dare serenità a tutti. Corvino più volte ha battuto il pugno sul tavolo? Può darsi. Ma evidentemente non basta. Una società forte deve imporre la propria posizione al tesserato. Si aspetta la maxi-offerta? Ok, allora è bene ammettere pubblicamente che quel giocatore è vendita. Al contrario, non lo si vuole perdere perché si tratta di un elementi che fa comodo all’allenatore? La mossa giusta è fargli sapere che si arriverà alla scadenza del contratto, e che da lui ci si aspetta il massimo. Senza distrazioni. Se le parti si sono divise è perché la squadra – quella che piaceva – dello scorso anno non è stata rafforzata. Bisogna dire la verità: in questa Fiorentina ci sono solo 12, forse 13, titolari e nel calcio di oggi, questo significa avere pochi elementi a disposizione. Una rosa corta. La squadra viola non rispetta quella che è una regola non scritta del mondo del pallone: ormai servono due giocatori per ruolo. Sousa senza colpe? Al contrario. Il tecnico portoghese ha tante responsabilità quante i dirigenti. Sousa mi ha deluso molto per tante sue scelte di formazione, per tante sostituzioni, per un turn over inutile come quello fatto contro il Genoa. A volte, e se qualche tifoso l’ha pensata così posso in parte capirlo, ha dato l’idea della ripicca contro qualcosa o qualcuno o di aver perso motivazioni. Sousa deve parlare, essere chiaro. Non fare giri di parole. Dire che cosa manca alla sua squadra per essere quella squadra che invece gli si chiede di portare avanti o magari in alto. Adesso, finalmente, gli sta arrivando accanto la figura giusta, Antognoni. Giancarlo potrà dargli una grande mano. E’ un uomo di calcio, è l’unico che quando Sousa sbaglierà una formazione potrà avere l’autorità di andare a dirglielo in faccia e di pretendere spiegazioni tecniche. Non esiste nella Fiorentina questa figura. Ci sono tanti dirigenti, è vero, ma ripeto anche questo: secondo me, c’è una distanza netta fra dirigenti e allenatore e quindi serve una figura di raccordo. Per ripartire. E Antognoni è l’uomo giusto. Altro che parafulmine”.

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1 Commento

  1. lucabilly1963, da Atene, Grecia

    L’ACF dei DV è una società zeppa di contabili e portaborse. Il Capitano è assolutamente necessario, a patto che abbia il potere in mano.

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