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Parigi: “Spero che i Della Valle restino, Firenze perderebbe molto. Sarò sempre con la Curva Fiesole. Inno Serie A? Una vergogna”

Narciso Parigi, cantante e storica voce dell’inno della Fiorentina ha parlato al Brivido Sportivo in una lunga intervista: “Tornare in Curva Fiesole un’emozione immensa. Mi hanno fatto la festa per i 90 anni. Mi sono molto emozionato. C’erano tutti, Gino Salica e anche gli ex viola. A stento ho trattenuto le lacrime. Per me la Fiorentina è come una seconda famiglia, a 12 anni andavo in curva Fiesole. Ho sempre voluto bene a tutti in viola, a prescindere dal rednimento. Sono rimasto amico di tutti, grandi e piccoli giocatori nel tempo. Con Julinho eravamo come fratelli. Questa Fiorentina è giovane ma quando gioca con entusiasmo mi ricorda la Fiorentina del secondo Scudetto. Federico Chiesa è il calciatore che ora mi piace di più. Conosco suo padre molto bene, è una bravissima persona. Mi piace molto anche il portiere Sportiello, un buon giocatore tra i pali. Sarti però è stato il più grande. Mi veniva sempre a sentir cantare da ragazzo, eravamo molto amici. Con la Roma sarà una partita bellissima, sicuramente ci sarò anch’io e andrò a vederla in Curva! Non mi sono mai perso questa partita sia a Firenze che a Roma. Io non voglio mai vedere perdere la mia Fiorentina, soprattutto contro la Roma. Ho tanti ricordi di questa eterna sfida con i giallorossi. Pioli è l’uomo giusto per la Fiorentina, bravissima persona e tecnica preparato che sa caricarsi la squadra sulle spalle. Anche Sousa è un bravo allenatore e un’ottima persona. Tanti anni fa feci una tournèe in Portogallo e, quando Sousa, arrivò a Firenze ebbi il piacere di conoscerlo. Lui mi disse che suo padre aveva tutti i miei dischi e che la sua passione per me nacque proprio da quei miei concerti in Portogallo. L’inno della Serie A è roba da far ridere i polli… una vergogna. L’inno uguale per tutti. Io sono amico di Malagò, anzi ero molto amico di suo padre, che vendeva auto e da lui ne acquistai, ai tempi, almeno 20. Ma devo dire che non ci si può permettere di obbligare una squadra a fare una cosa del genere, ogni squadra di calcio è giusto abbia il suo inno con la propria tradizione. I Della Valle? Sono amico di ambedue e prima ancora ho conosciuto il loro padre, quando andai a cantare a San Elpidio e mi vennero a prendere alla stazione con la banda, quasi non ci credevo. I Della Valle sono delle brave persone e degli ottimi imprenditori. Noi fiorentini siamo un po’ sbagliati perché, me compreso, non ci si accontenta mai. Purtroppo però non tutto può essere come si vorrebbe. Non credo i Della Valle abbiano messo in vendita realmente la società e spero che restino perché Firenze, senza di loro, perderebbe molto. Voglio molto bene al tifo fiorentino, sono il mio pubblico. La Curva Fiesole può fare tutto quello che vuole, io sarò sempre con loro. Devo dire che, in certi frangenti, ho condiviso le critiche alla società: quando, per esempio, non si è comprato il famoso difensore a Paulo Sousa con la Fiorentina seconda in classifica, i tifosi avevano ragione a protestare”.

 

 

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1 Commento

  1. Ma speriamo anche di no………………………….

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