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PAROLE DA UNA PARTE, FATTI DALL’ALTRA. QUANDO LA FIORENTINA CADE IN CONTRADDIZIONE CON SE STESSA

Premesso che i veri punti buttati al vento sono altri (Crotone, Genoa anda e rianda, Sampdoria, Torino, Napoli ecc…), limitando la nostra analisi alla partita con l’Atalanta, cogliamo una netta contraddizione tra quello che la Fiorentina (tesserati) ha detto e quello che ha fatto.

Dopo il match contro gli orobici ci siamo sentiti dire da Sousa che “la squadra scende in campo per vincere e cerca sempre la vittoria”. Sono andati oltre questo concetto sia Astori che Vecino, i quali hanno affermato categoricamente di credere ancora “nella qualificazione alla prossima Europa League“.

E allora, dando per scontato il fatto che questa gente credesse veramente in quello che ha detto, viene da porsi alcune domande. Se la Fiorentina cerca la vittoria perché si sono tirati i remi in barca nell’ultima mezz’ora, di fatto accontentandosi di un pareggio inutile ai fini della classifica? Perché non si è fatto di tutto per vincere una partita contro un avversario, sì in forma e anche molto solido, ma che rappresenta un tuo diretto concorrente verso l’obiettivo sbandierato dai giocatori?

Per carità, crederci fa sempre bene, mollare non è da professionisti e poi c’è bisogno anche di qualche messaggio positivo in un ambiente che si è enormemente intristito da gennaio 2016 in poi. Però bisogna anche essere coerenti, corretti e sinceri. Se ci crediamo ancora a questa benedetta qualificazione all’Europa League, bisogna dimostrarlo sul campo, avendo molta più voglia di mangiarsi gli avversari rispetto a ciò che abbiamo dimostrato a Bergamo. C’è bisogno di fatti, non di pugnette, perché quelle generano solo una grossa arrabbiatura.

 

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18 commenti

  1. Che strano, mi ero sognato che l’Atalanta avesse vinto a Napoli per 2-0. Peccato, solo nei sogni certe cose si possono avverare!!!

  2. Dal 2017 il direttore scrive articoli incisivi e pungenti che l’anno precedente non ne trovai manifestazione..Io da attemPato 54 enne tifoso viola critico veemente mente i DV da sempre: ne osservo solo l’aspetto distaccato e mai passionale sulla Fiorentina che considerano un loro hobby per loro stessa ammissione…Le altre storiche dirigenZe avevano il DNA vincente ; i ciabattini puntano solo al bilancio comprando da oltre un anno a questa parte solo mediocrità….Stefano sicuramente ben più giovane del sottoscritto negli articoli ci sta mettendo quel ardore che vorrei trasmettese anche alla curva Fiesole attuale sfiorIto retaggio della passionale curva di un antico tempo..Dopo la vergognosa e umiliante eliminazione in Europa LeAgue solo un anelito di contestazione post gara e nulla più…A Firenze chiamerei spettatori apatici da teatro e non tifosi quelli che vanno allo stadio…Con i DV si galleggia a zero titoli in bacheca da 16 lunghissimi e tragici anni….La luce alla fine del tunnel: i cinesi!
    Grazie Luca per quello che hai scritto. Un saluto S.D.C.

  3. Mi spiace per i gornalisti, ma basterebbe abolire tutte le insulse interviste copia-incolla agli eroi della domenica e tutto sarebbe a posto. Appena l’allenatore per il post-partita, qualche domanda tecnica e basta. Come si usava ai bei tempi, quando il calco si giocava e poco si chiacchierava…
    In quanto a “credere” nell’EL, ma che vadano a dar via il c…che è meglio.

  4. Le dichiarazioni tipo “ci crediamo ancora” fanno parte del “teatrino” del calcio.
    Ci sono dei “riti” tradizionali che prevedono dichiarazioni standard. I giocatori di squadre ultime in classifica con 10 punti di distanza dalla zona salvezza, devono dire “ci crediamo ancora” almeno fino a trequarti di campionato, poi nella stessa situazione a dieci gare dalla fine, devono dire “dobbiamo crederci finché la matematica nn ci condanna”, per finire, quando la matematica li ha condannati, con il classico “dobbiamo onorare il campionato”.
    Dubito seriamente che qualcuno dei nostri, creda realmente di ribaltare una classifica “consolidata”. I valori sono questi.
    Il punto di domenica è stato importante per nn accuire la contestazione in corso e per nn passare una nuova settimana con la tiritera Sousa via subito o a fine campionato.

  5. Sottoscrivo al 100℅ quello che ha detto drak.

  6. supercannabilover

    Valore della squadra in questo campionato settimo/ottavo, le pugnette mentali se le fanno chi pensava di andare a vincere a bergamo (ma avete visto almeno la partita della settimana prima col napoli?)

  7. Redazione, totalmente daccordo con la chiosa finale “fatti non pugnette”. Ci fossero stati più fatti ora avremmo più punti dell’ Atalanta e avremmo avuto almeno altre due partite da fare in E.L. Invece abbiamo cominciato a piangere dal gennaio 2015 dando tutti gli alibi del mondo al mister alchimista. Ma oramai è inutile piangere sul latte versato…

  8. Per quanto mi riguarda, considerati i risultati raggiunti fino a questo punto, una società seria fa parlare solo direttore sportivo e allenatore – che la Fiorentina ora non ha perchè Sousa è uno zombie di Corvino – i giocatori devono stare in ritiro perpetuo e dopo la partita non parlano, e neppure in settimana. Gli viene concessa la parola solo quando tornano in una posizione di classifica che corrisponda al loro valore di mercato. Alla Fiorentina accade il contrario. Giorni liberi per i signori giocatori, e favella sciolta e libera per loro, prima e dopo la partita. Mentre il maresciallo capo direttore tecnico si esprime a monosillabi, e spera nella provvidenza dei ……., da bravo …….. e mazziato. INDEGNO!

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