Paulo Sousa: “Con l’Empoli sarà una partita bellissima, giochiamo tutti a calcio. Fascia? Scelgo sempre tanti capitani ma non è un problema”

In vista del derby con l’Empoli, l’allenatore viola Paulo Sousa parla così in sala stampa: “Sempre detto che qualsiasi squadra ci può mettere in difficoltà, non siamo imbattibili e dobbiamo essere super concentrati sui nostri principi di gioco e questo ci fa prendere una certa dimensione ed un certo equilibrio nelle varie partite. Si può vincere in tutte le forme, io sono più per un calcio propositivo e per questo sono contento di confrontarmi con allenatori che la pensano nello stesso modo. Sarà una partita bellissima perché abbiamo entrambi dei protagonisti che si vogliono divertire a giocare a calcio. Quanto siamo cresciuti e quanto manca? Cerco sempre di migliorarmi e di migliorare anche quelli che lavorano con me, credo che in un processo senza una fine come il nostro ci sono gli avversari che provocano delle difficoltà che ci aiutano a crescere. Fascia a Gonzalo? Chi mi segue ha visto e capito che io in ogni squadra ho diversi capitani, normalmente ne scelgo 4-5 e quest’anno ho fatto così. Non è questo dettaglio che può determinare, sono tanti i dettagli che determinano equilibri in una squadra. La fascia è un qualcosa che rappresenta ma la squadra viene comunque prima dei singoli. Paura Attentati? Non riesco a a trovare parole per descrivere determinate cose. Non riesco a pensare come l’uomo riesca a fare quello che ha fatto, prima e purtroppo anche dopo. Se da una parte si semina la paura, dall’altra bisogna seminare la posivitità, il rispetto per il prossimo. Spesso questo lo dimentichiamo. Nel nostro gioco cerchiamo di proporre allegria, per seminare così positività, più ce n’è e maggiore possibilità c’è di combattere la paura”.

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3 commenti

  1. Bravo mister. Serve massima concentrazione e grinta. Battere l’Empoli senza scuse. Anche sul discorso capitano condivido pienamente.

  2. Rispetto le parole di Sosa sulla fascia di capitano, ma non le condivido; lui ha trovato un capitano della Fiorentina e questo era Pasqual, che per la sua militanza nella squadra, ma anche come figura rappresentativa della società nel campo del sociale oltre al valore umano, dentro e fuori dal campo, aveva meritato di guidare questa squadra; per me il capitano è uno solo e non ci possono essere più capitani, inoltre deve essere nominato dalla squadra e non dall’allenatore.

  3. Personaggio di grosso spessore, anche umano.
    L’Uomo della Provvidenza per Firenze

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