Paulo Sousa e quei moduli indigesti

L'allenatore Paulo Sousa in primo piano. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

In questo precampionato Paulo Sousa ha sperimentato diverse versioni della sua Fiorentina ma non ha ancora scelto il modulo giusto con cui affrontare la prima partita stagionale contro la Juventus. Sono tanti i sistemi di gioco provati in estate dal tecnico portoghese: dal 4-2-3-1 al 4-3-3, passando per il 3-4-2-1 e il 4-3-1-2. Moduli diversi, ma con la stessa idea di calcio: palla a terra e pressione alta sui difensori, da Kalinic in giù. Ma non tutti gli schemi sono adatti ai giocatori viola e Sousa dovrà essere bravo a scegliere quello più ideale. Giuseppe Rossi, ad esempio, sarebbe tagliato fuori dal tridente offensivo e dal 3-4-2-1, ma potrebbe trovare spazio nel 4-2-3-1 dietro a Kalinic o nel 1-3-1-2 in coppia con il croato. L’arrivo di Tello sarebbe ideale per il 4-2-3-1 e per il 4-3-3, ma lo spagnolo, proprio come il nuovo acquisto Toledo, mal digerisce il 4-3-1-2 e il 3-4-2-1, modulo in cui dovrebbe percorrere tutta la fascia e pensare anche a difendere. Discorso simile anche per Zarate e Ilicic: l’argentino non ama stare sulla fascia, ma il ruolo che gli ha trovato Sousa (esterno sinistro con licenza di accentrarsi e calciare) gli piace e lo può ricoprire. Lo sloveno, invece, ha bisogno di giocare al centro del campo e mal sopporterebbe un impiego sulle fasce, considerando anche che la velocità non è uno dei punti forti del numero 72 viola. L’unico a ‘salvarsi’, in questo caso, è Federico Bernardeschi: il numero dieci gigliato può ricoprire praticamente tutti i ruoli tra attacco e centrocampo e non avrà problemi quando il tecnico portoghese sceglierà il modulo.

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