Paulo Sousa ed un approccio agli antipodi di Mihajolovic

Si sono sprecati ultimamente i paragoni tra la situazione viola attuale e quella del post Prandelli, quando similmente ad ora giunse a Firenze un tecnico straniero, a raccogliere un’eredità pesante. Così il post Montella, affidato a Paulo Sousa, sembrava, e sembra tutt’ora a tanti, poter ripercorrere le tappe sfortunate di Sinisa Mihajolovic, che si trovò ad allenare un gruppo forte sulla carta, ma scarso nelle motivazioni. Un rischio che esiste anche oggi, come proclamato anche dallo stesso Montella, ed a cui Sousa dovrà far fronte, con l’apporto sul mercato della società però. In un elemento però si è discostato dal serbo: l’approccio alla nuova avventura. Mihajlovic partì in tromba, promettendo mari e monti e immaginando scenari entusiasmanti: un atteggiamento che incendiò l’ambiente gigliato, con l’effetto però di tramortirlo massimamente quando i risultati non arrivarono. Molto più composto invece Sousa, che ha mantenuto un profilo più basso: che arrivino risultati migliori o peggiori di Mihajlovic, quantomeno nessuno gli potrà imputare di non aver mantenuto le promesse.

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