Pecci: “Adesso la Fiorentina verticalizza di più”. L’ironico aneddoto della lettera ad Antognoni

Giancarlo Antognoni in tribuna d'onore. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Giancarlo Antognoni in tribuna d'onore. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Eraldo Pecci, doppio ex di Fiorentina e Bologna, a Viola Week de La Nazione: “Lo scorso anno sono andato al Dall’Ara e mi stavo addormentando (ride ndr). Non fu certo una bella partita. Questa volta non ci sarò, ma sicuramente la guarderò in tv. A Bologna sono nato e morto come giocatore. A Firenze ho vissuto anni importanti della mia carriera. Insieme al Torino, sono stati i miei grandi amori calcistici. Il rimpianto per quello scudetto sfiorato è grande. Abbiamo cullato per una stagione un sogno incredibile. Avevamo dei grandi giocatori come Antognoni, ma era lo spirito di quel gruppo che faceva la differenza. Eravamo molto uniti. Peccato per quel gol annullato a Cagliari, era regolare. Se fossimo riusciti ad arrivare almeno allo spareggio, credo che avremmo portato a casa quel tricolore. Negli anni successivi, quando si tentò di aggiungere giocatori più famosi per puntare ancora a vincere lo scudetto, quello spirito un po’ fu perso. Le mie battute nello spogliatoio? L’ironia fa da sempre parte del mio modo di essere. Come quella volta dopo il grave infortunio ad Antognoni, dopo il tragico scontro con Martina, vivemmo insieme a tutta Firenze dei giorni di grande angoscia ed apprensione per Giancarlo. Quando passarono i giorni della preoccupazione, ricordo che insieme ad altri scrissi una lettera. Giancarlo era stato rianimato con una respirazione bocca a bocca dal massaggiatore ‘Pallino’ Raveggi. Scrivemmo che in una situazione simile, non avremmo voluto la respirazione di ‘Pallino’ (ride ndr)”. La Fiorentina dovrà fare attenzione all’entusiasmo del Bologna. Le due squadre hanno obiettivi ben diversi. Il Bologna sta valorizzando tanti giovani, mentre la Fiorentina si sta riprendendo dopo un avvio stentato. È una bella verifica per la squadra di Sousa. A proposito di Sousa, una battuta pronta? Che quando perdono, gli allenatori sono tutti somari. Nelle ultime due partite, ho visto una Fiorentina che punta più la porta. Prima invece l’ho spesso vista di traverso, troppo orizzontale. Kalinic è più completo di Destro, sa esaltarsi specie quando gioca con accanto una punta più fisica. Bernardeschi? Lo scorso anno Bernardeschi ha fatto benissimo in un ruolo che non è il suo. È un ragazzo dalle qualità indiscutibili. Il ruolo ho imparato che lo si trova strada facendo. Chi ha classe come ha Bernardeschi, viene fuori. Non ci sono dubbi. Cosa manca alla Fiorentina dei Della Valle per conquistare il primo trofeo? Mi piace parlare di calcio giocato, non di quello che succede dietro la scrivania. Vincere un campionato come ha fatto il mio Torino, il Cagliari o il Verona è diventato difficilissimo. I guadagni derivanti dalla Champions aumentano ogni anno il gap con squadre come la Juve”.

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1 Commento

  1. Prenderanno Antognoni per avere la foglia di fico per coprire le vergogne, Dopo 15 anni di continue delusioni ci vuole qualcuno che ricordi i fasti del passato e le gloriose squadre zeppe di campioni come lui. Il paragone con la miseria attuale non esiste e per questo Antonio ci ricorderà il tempo che fu e vivremo di questo. Del futuro non si parla più. La nostra unica speranza è che rimanga l’emblema della nostra storia e che se ne vadano da Firenze coloro che hanno fallito per 15 anni di fila.

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