Perinetti: “Normale che Ilicic si risvegli con il caldo ma ha pagato la flessione della squadra. Soffre la competizione”

Perinetti

Attuale ds del Venezia ma in passato al Palermo, dove ebbe a che fare con Josip Ilicic. Giorgio Perinetti a Radio Blu parla dello sloveno, per allargare poi il discorso a qualche problema del nostro calcio: “La primavera risveglia sempre il talento, una volta tutti i grandi attaccanti si risvegliavano in quel periodo perché c’era da rinnovare i contratti. E’ normale però che i talenti a primavera ritrovano i campi buoni, campi più agibili e tutto questo fa rifiorire le belle giocate. Anche Kalinic però ha subito un calo per cui direi che la condizione degli attaccanti dipende molto del momento della squadra. Loro devono finalizzare, sono l’emblema dello status di forma del collettivo. Di attaccanti che risolvono la partita da soli ce n’è uno solo e si chiama Higuain, il cui rendimento può anche essere indipendente dal resto dei compagni. Poco temperamento per Ilicic? E’ sicuramente un calciatore caratteriale, discontinuo proprio per il suo umore, il suo carattere che non è mai così determinato, almeno su periodi lunghi. Però ha dei picchi in cui fa vedere davvero il suo grande talento, oltre a momenti più bui. Competizione? Ci sono calciatori che soffrono la competitività. Maccarone, per esempio, ha giocato in tante squadre, però se gli metti alternative vicino non è il calciatore che abbiamo ammirato a Siena ed Empoli. Ci sono giocatori che vogliono sentirsi sempre supportati, non discussi. Questo è un limite nel calcio di oggi ma purtroppo ci sta perché dipende tutto poi dalla testa. Programmazione da ora per la prossima stagione? Sarebbe l’ideale, i grandi club europei fanno così. In Itali solo la Juventus si comporta in questo modo, prendendo calciatori per tempo ad esempio. Molte scelte qui da noi sono figlie del momento, il Napoli si era buttato su Emery e Berta e poi sono arrivati Sarri e Giuntoli, la Fiorentina stessa ha scelto Sousa in ritardo. Non mi sembra più una terra di programmazione la nostra, anche perché siamo un campionato meno competitivo, spesso in attesa degli scarti degli altri. Viviamo ancora nell’illusione che basti alzare il telefono per far arrivare qualcuno in Italia, questo non succede da anni ormai. Se ce ne rendessimo conto forse partirebbe davvero una programmazione seria”.

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