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PIOLI, SIAMO SICURI CHE SIA L’UOMO GIUSTO? SQUADRA E ALLENATORE RISPECCHIANO LO STATO D’ANIMO DI UNA CITTA’ ANNOIATA

Diciamo che veder giocare la Fiorentina è noioso. Noioso come il momento viola, noioso come il leitmotiv di una proprietà che non c’è più, noioso come il tormentone sui Della Valle ‘ma tornano o non tornano?’. Noioso come il clima che si respira a Firenze, tra i tifosi, in curva. Un’apatia alla quale, sinceramente, nessuno era abituato in riva all’Arno, anche quando le cose, dal punto di vista della classifica, andavano molto, molto peggio.

C’era sempre un motivo per esserci, per andare allo stadio, per crederci, per sognare lo sgambetto alle grandi. Oggi rimangono soltanto quei fedelissimi che anche a Ferrara, in quasi duemila, hanno incitato la squadra, hanno fatto il tifo, hanno provato a spingere una formazione che, con quasi ottanta milioni di euro spesi nell’ultimo mercato, è riuscita a fare soltanto un punto contro Crotone e Spal, andando sempre in svantaggio e dovendo sempre provare a recuperare. Una squadra che gioca sempre la sua partita, ad encefalogramma piatto. Nessun sussulto, nessuna invenzione, nessun colpo di scena. Partite da cinque in pagella e quando giochi da cinque, con quelle più forti di te perdi sempre e con quelle più deboli di te rischi di non vincere. Ma va bene così, perché la squadra rispecchia esattamente il momento, lo stato d’animo, della città. Una fotocopia, un ritratto con la carta carbone.

E non è da meno, nel rispecchiare questo andamento, anche l’allenatore. Brava persona, buon tecnico, ma in un momento generale di sgomento, servirebbe forse una personalità diversa, uno con un carattere maggiore, qualcuno che entusiasmasse di più e che riuscisse, praticamente da solo, ad attirare l’attenzione sul campo, sulle scelte, inventandosi anche qualche ‘motivo’ di interesse. Due esempi: far giocare Hagi, far giocare Milenkovic, dare spazio a qualche giovane d’ora in poi. L’unica volta che è stata fatta questa scelta, con Chiesa, la Fiorentina si è ritrovata in casa uno dei calciatori più forti degli ultimi dieci anni. Lo gettò nella mischia Sousa, uno criticato, criticatissimo, nonostante nel girone di andata di due anni fa regalo un mezzo sogno a Firenze e ai fiorentini. Pioli sta facendo peggio, molto peggio, ma gode probabilmente di un clima diverso. E anche di una Fiorentina diversa, questo va detto, sicuramente più debole rispetto a quella del tecnico portoghese. Oggi, anche da Pioli, ci aspettiamo qualcosa in più. Il periodo di ‘prova’ è terminato, così come l’ambientamento di un nuovo gruppo che, ci perdonino tutti, può e deve cominciare a dare qualcosa in più. Perché Sportiello, Pezzella, Astori, Badelj, Veretout, Sanchez, Chiesa, Simeone, Babacar, sono calciatori che Spal e Crotone si sognano la notte. E, se ai Della Valle interessa ancora qualcosa del mondo viola, dovrebbero essere i primi ad essere arrabbiati, a dover pretendere di più, specialmente dopo quello che è stato speso la scorsa estate.

Il rischio è quello, tra due mesi, di trovarsi già salvi e lontanissimi dalla zona europea, già oggi quasi irraggiungibile e allora, arrivare a giugno, potrebbe essere devastante per tutti, Pioli compreso, al quale chiediamo più coraggio, più fantasia. Firenze ha capito che anche quest’anno sarà di transizione (ma quanto durerà questa transizione?), lo ha anche in parte accettato. Ma proviamo, almeno in campo, ad inventarci qualcosa di diverso. A far giocare qualche giovane, a regalare altro. Biraghi, Maxi Olivera, Gaspar, Eysseric, li abbiamo già visti. Può anche bastare così.

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31 commenti

  1. Continuiamo così a farci del male? Ci piace proprio a noi tifosi viola, vero? Pioli non ti curar di noi ma guarda e passa

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