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Pontello a FN: “Bernardeschi non è Baggio, le due cessioni non sono paragonabili. E se non vendevo il Codino alla Juve, Cecchi Gori non avrebbe mai…”

Ranieri Pontello è stato protagonista di un decennio importante della storia della Fiorentina, quello degli anni ’80, nel quale la squadra viola andò vicinissima a uno scudetto e a una Coppa Uefa, entrambe soffiate dalla Juventus, tra polemiche infinite. Le stesse in cui sfociò la città di Firenze al momento della cessione di Roberto Baggio, proprio ai bianconeri. Pontello a Fiorentinanews.com ha parlato della situazione relativa a Bernardeschi, altro numero dieci che la Juve vorrebbe soffiare al club gigliato.

Un’eventuale cessione di Bernardeschi sarebbe paragonabile a quella di Roberto Baggio?

“Sicuramente no, perché i tempi sono diversi e quindi sono cambiate tante cose. Prima il pubblico non era abituato ai trasferimenti dei grandi giocatori e da qui nacquero le famose contestazioni a Firenze. Oggi non penso che ci sarebbero ad esempio. Come seconda differenza c’è il fatto che la vendita di Baggio fu fatta per ragioni di bilancio e in vista della cessione della società, perché altrimenti Cecchi Gori non avrebbe comprato la Fiorentina. E la terza ragione è che i due giocatori, ad oggi, come valore non sono assolutamente paragonabili”.

C’è una maturità diversa nel tifo viola o in generale nel mondo del calcio?

“E’ più matura Firenze, ma anche più maturo il calcio. Firenze è molto più appassionata di tante altre città, come sappiamo, ma anche i tifosi fiorentini hanno percepito il cambiamento”.

Un’eventuale cessione di Bernardeschi potrebbe essere il preludio al passaggio di mano dei Della Valle?

“Per il momento non vedo e non leggo di interessi da parte di gruppi industriali, men che meno fiorentini. A Firenze non credo ci sia gente che metta mano al portafogli per comprare la Fiorentina. Secondo me non per forza un addio di Bernardeschi sarebbe sinonimo della cessione della società”.

Bernardeschi resta comunque imprescindibile, al di là del paragone con Baggio?

“Sarebbe una grossa perdita tecnica, mi auguro e spero che venga sostituito nel caso, magari da 2 o 3 giocatori. Sono tempi e filosofie diverse quelle di allora e di oggi, come è lo stesso calcio, che viene giocato anche in modo molto diverso”.

Al netto della riconoscenza, che ormai non esiste più, si andrà sul gentleman agreement o verso una rottura tra le parti?

“La riconoscenza non esiste più, è finita con Giancarlo Antognoni. Forse Totti è l’unico paragonabile. Secondo me non deve esistere parlando di professionismo puro. Dall’esterno comunque mi sembrano ancora discorsi prematuri questi su Bernardeschi, poi bisogna conoscere le questioni interne, la volontà del giocatore e dei manager, purtroppo. Dico purtroppo perché oggi si ha a che fare con figure più invasive rispetto a quello che poteva rappresentare Caliendo, rimanendo all’esempio di Baggio. Le società stavano attente a non farsi invadere dal “nemico” a quei tempi”.

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36 commenti

  1. Claudio, sono bassissimo, praticamente un nano ????
    Ho detto, nel primo intervento che quelli come Baggio, nascono ogni 40 anni. Ho aggiunto che il Berna può fare una grande carriera.
    Te mi hai attaccato con i soliti discorsi senza capo ne coda, cosa devo fare se nn pigliarti per il cu.. ???

  2. supercannabilover

    Mio cuggino ha insegnato a Baggio una mossa che dopo tre giorni muori

  3. Pontello..e non Portello!

  4. Portello ha venduto Baglio alle ***** x suo tornaconto commerciale…Baggio non voleva certo andare dai ladri e vari episodi successi lo testimoniano ! Fu una grande porcata quella fatta dai Pontello e quella storia non ha niente a che vedere con quella del Berna,ne’ dal punto di vista calcistico ne’ dal punto di vista morale.Non e’ vero che a Cecchi Gori non interessava il giocatore,anzi e’ vero il contrario,cerco’ di convincere i Portello a trattenerlo a Firenze,ma loro per il proprio tornaconto costrinsero Baggio ad andarsene.Questo per amore della verita’ e perche’ i piu’ giovani non si facciano prendere per il sellino dai Portello.

  5. Io dico solo che a me Berna non è, almeno per ora, tutto quel grande giocatore che viene esaltato in giro, e deve dimostrare tanto ancora

  6. Me l’ha detto mio cugino!

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