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Prandelli: “Gli italiani non sono come Schettino che abbandona la nave. Renzi è il politico del futuro”

«Non ha più senso la figura del comandante come lo è stato in passato. Dovremmo essere capaci di non attribuire ad un comandante tutte le responsabilità, ma suddividerle». Parole di Cesare Prandelli, che ha rilasciato una lunga e interessante intervista al Tirreno e che parla della tragedia della nave Concordia. Ecco quanto evidenziato da Fiorentinanews.com: «Credo che nella nostra società, a tutti i livelli, dal calcio alla marina, conta il team, l’equipaggio, la squadra. Tutti dobbiamo essere responsabili di tutto. Non ci si può nascondere dietro l’alibi del comandante. Ci sono i ruoli e le professionalità, ma si vince o si perde in maniera collettiva».

Schettino e De Falco: due tipologie di comandanti e di italiani?

«Non vorrei entrare nello specifico di vicende che non conosco e che sono al vaglio dei magistrati. Certo, il loro comportamento, per ragioni opposte, mi ha colpito. Così come mi ha colpito l’attacco ingiusto della stampa straniera al nostro Paese. Ci hanno identificato con il comandante che abbandona la nave pensando alla propria vita e fregandosene di quella altrui».

E invece?

«Noi italiani avremo mille difettimacerto nelle tragedie siamo solidali e accoglienti. Diamo tutto noi stessi per aiutare chi è in difficoltà. E’ il nostro fare squadra».

Come nel calcio.

«Da questo punto di vista il calcio è metafora della vita per cui l’attaccante è il primo difensore e viceversa. Come in un’orchestra. Conta il maestro ma anchei musicisti».

Il primo pensiero di fronte alla tragedia?

«Al dramma dei passeggeri. Erano partiti per una crociera di festa e relax. Magari qualcuno aveva anche messo da parte risparmi per una vacanza speciale. E invece morti, feriti, danni enormi»

Oltre a Napolitano, un politico che le piace?

«Matteo Renzi è il futuro. È l’unico vero innovatore. Ha passione, idee, determinazione ».

Lei ormai vive stabilmente a Firenze e conosce la Toscana. Quali sono i suoi luoghi preferiti, a parte Firenze.

«La Toscana è tutta splendida, non vorrei fare dei torti a nessuno. Certo Bolgheri e le zone vicine sono speciali».

Un difetto di questa regione?

«Spesso si bea troppo del suo passato. Discute troppo prima di prendere una decisione. Penso all’aeroporto, alla Tirrenica e altri problemi che si dibattono da tempo: occorrerebbe più determinazione. Più fame di futuro».

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