Questo sito contribuisce alla audience di

Proc. Bernardeschi: “Le clausole? Ce ne saranno sempre di più da noi ma se un club programma bene…”

Protagonista con il suo assistito, Federico Bernardeschi, di uno dei tormentoni dell’estate, l’avvocato Bozzo a La Gazzetta dello Sport ha detto la sua sul tema clausole: “Abituiamoci all’idea che questo strumento si diffonda sempre più. È nell’interesse di tutti. Anche per evitare pericolosi tormentoni di mercato. Serve più ai calciatori? Dipende. Se un club programma bene, può fare a meno delle clausole e dare un progetto adeguato ai suoi tesserati. Comunque il momento più delicato è quando si cambia società. Spesso per stanchezza l’agente si concentra sull’ingaggio e tralascia i dettagli. Invece è quello il momento in cui si contrattano bonus e clausole. Innanzitutto rispettando una proporzione. Se s’inserisce una clausola da 100 milioni, lo stipendio deve essere tra l’8 e il 10%: quindi tra gli 8 e i 10 milioni netti. Altrimenti non vale la pena farla”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

4 commenti

  1. Mettete tutte le clausole che volete….

  2. Le clausole “all’italiana”, nn sono altro che il cartellino del prezzo posto dalle società che tirano a incassare.
    Se te società stipuli un pluriennale e ti occupi di rispettare i tempi per i rinnovi, avrai sempre il coltello dalla parte del manico.
    La programmazione nel calcio è tutto. Società come l’Arsenal, il top player lo vendono solo quando hanno già in organico un giocatore potenzialmente migliore, ma comunque già ben rodato.
    Inutile dire che da noi, invece, regna l’improvvisazione. Gli esempi più chiari, sono gli acquisti di Biraghi, Cirillo e Laurini, fatti gli ultimi giorni di mercato.

  3. Chiaro come il sole. Come la pochezza di questa proprieta`.

  4. Ma cosa vuoi programmare ma chi Pensi di avere tra le mani messi.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*