Quando la grande cessione apre il grande ciclo: il quid che manca alla Fiorentina

Il calcio di oggi, si sa, non prevede più le bandiere: se un calciatore è forte prima o poi è destinato ad andarsene e, tolti 2-3 club europei, un po’ tutti si trovano sulla stessa barca. Quel che fa realmente la differenza però è la capacità di costruire nuove squadre con gli incassi, reinvestendo in modo saggio e attivandosi con largo anticipo per arrivare su calciatori che ancora devono sbocciare. Di esempi ce ne sono tanti: dall’Atletico Madrid che sulle ceneri della cessione di Radamel Falcao (e su una grande fornitura della Cantera) ha costruito la vittoria nella Liga e le due finali di Champions, con altri trofei annessi, al Siviglia, che ogni anno cede 2-3 pezzi importanti e pesca innesti adeguati per non calare di livello. Quest’anno, per esempio, fuori Banega, Krychowiak e Gameiro, e dentro El Mudo Vazquez, Ganso, Vietto, Nasri e Kranevitter. Ma basterebbe guardare in Italia a quanto ha fatto il Napoli negli ultimi anni: nel 2013 ci furono i saluti a Cavani, con quasi 70 milioni che arrivarono a De Laurentiis: ebbene quell’estate in Campania arrivarono Mertens, Callejon e Higuain; l’estate scorsa fuori l’argentino e dentro, tra gli altri, Diawara, Zielinski e Milik. Un movimento da dentro e fuori che non penalizza il livello tecnico e tantomeno quello economico e se davvero per i bilanci viola il 2017 sarà l’anno zero, ci auguriamo che la Fiorentina possa intraprendere la strada dei club su citati, tutti capaci di alzare trofei, qualora in Viale Manfredo Fanti dovessero arrivare realmente delle proposte milionarie per i vari Kalinic, Bernardeschi e compagnia.

 

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18 commenti

  1. Per aver accennato a simili ovvietà Sousa è stato messo al rogo dai media fomentatori di polemiche inutili. Il problema è che se la nostra fosse una società che investe il denaro delle cessioni si potrebbe accettare qualsiasi sacrificio, ma purtroppo così non è.

  2. Signori 45 mln x Kalinic non si rifiutano, punto e stop. L’unico problema è che offerte non ne sono arrivate, tutta roba giornalistica. Il club cinese ha dato mandato ad un intermediario di girare l’europa e di portare a casa un centravanti…il tipo ha fatto un paio di telefonate e da lí è nato tutto ‘sto casino. Tutto qui

  3. La differenza fra l’Atletico e il Siviglia e noi è che li i soldi che incassano vengono reinvestiti tutti sul mercato qui invece il 95% lo fanno sparire e mettono solo il 5% da reinvestire ecco la differenza.

  4. Fracazzo da Velletri

    Sicuramente meglio di tanti ic!!!!!

  5. Fracazzo da Velletri

    Consigli per gli acquisti:terrei sotto osservazione in serie B 2 giocatori del Perugia Dezi centrocampista di proprietà del Napoli e Di Chiara esterno sinistro di difesa di proprietà del Catanzaro! !!

  6. supercannabilover

    Mi domando.. ma anche se il rosso della societa’ fosse ancora degli incolmabili 40milionazzi standard che ormai da sei anni ci ripropinano per fare plusvalenzintasca ma si ricordano che la ACF Fiorentina l’hanno avuta quasi gratis?

  7. supercannabilover

    Il Napoli compro’ anche Albiol e quest’anno molti giovani interessanti.

  8. Articolo azzeccatissimo per quello che attualmente riguarda il calcio! Le bandiere non esistono fatta eccezione per Totti! E’ giusto che se un calciatore ti porti soldi, tanti soldi, vada venduto! Dopotutto si tifa Viola non il Tizio e Caio della situazione! L’Atletico e’ la realtà più palese! A noi purtroppo di base manca l’organizzazione

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