Quando Moggi cambiò il destino di Sousa

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«Paulo Sousa chi? No, scusami, non lo conosco». Poi due telefonate ai suoi osservatori. E il cambio di rotta: «Questo è forte. Prendiamolo», così parlò Luciano Moggi in merito a Paulo Sousa, oggi tecnico della Fiorentina, allora centrocampista capellone di 23 anni e poco più che faceva impazzire gli addetti ai lavori di mezza Europa. Il procuratore Dario Canovi sussurra a Moggi, all’epoca d.s. giallorosso, il profilo di Paulo Sousa ma quel nome non l’ha neppure mai ascoltato, che so, magari origliato durante una cena di lavoro. Roma parla con Paulo Sousa, trova l’accordo. Manca l’ok della Sporting Lisbona. Sensi dà mandato a Moggi di chiudere l’accordo alla fine del 1993. Dieci miliardi servivano, per i quali Sensi dice sì: Paulo Sousa è il giocatore giusto per far ripartire la Roma. Ma il d.s. tentenna si rivolse al procuratore portoghese di Paulo Sousa e concluse l’affare per la Juventus, dove Moggi si sarebbe accasato qualche mese dopo.

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