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QUANDO MUORE UN AMICO

Quando muore un amico ci resti male, è così e non ci puoi fare nulla. Quando muore un amico e non te l’aspetti ci resti doppiamente male. Potremmo stare qui a parlare della vittoria con la Lazio, di una Fiorentina dai due volti, di un Sousa che sbaglia la formazione iniziale, si accorge degli errori e poi rimedia in corsa e di una fiammella ancora accesa per la qualificazione all’Europa League, ma sinceramente non ne ho voglia.

Tutto passa terribilmente in secondo piano davanti al destino infame e crudele che ti porta via un pezzo della tua vita. Per chi vi scrive Oliviero Beha era un punto di riferimento, una persona che c’era e anche una persona con la quale confrontarsi parlando di una passione comune: la Fiorentina. Sì, perché checché ne pensino alcuni lettori, Oliviero era un grande tifoso viola e ci teneva tanto alla sua squadra. Tanto da soffrire quando le cose non andavano bene e tanto da arrabbiarsi coi Della Valle perché, anche a suo avviso, avevano e hanno le potenzialità per fare moltissimo ma si sono autoimposti un freno ad ogni velleità.

“Ai Della Valle manca sempre un centesimo per fare una lira” ripeteva spesso, a voce e nei suoi pezzi, un po’ quello che una parte della tifoseria gigliata rinfaccia alla proprietà. Una prospettiva che si è amplificata dopo la campagna acquisti/cessioni del 2016, quando la Fiorentina sembrava potesse lottare addirittura per lo scudetto o per la qualificazione alla Champions League e non si è voluto fare il salto di qualità. Libero, controcorrente e fermo nelle sue convinzioni, anche a costo di apparire ‘rosicone’, antipatico e snob, ma anche orgoglioso e riservato, tanto da non dirmi nulla della sua malattia nemmeno a pochi giorni, o meglio, a poche ore dalla sua morte: così amava essere Oliviero ed è così che mi ricorderò di lui.

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44 commenti

  1. fiorenzo sacco

    io mi firmo con nome e cognome, a differenza di quasi tutti, che non hanno l’onestà ed il coraggio di metterci la faccia. Ribadisco l’opinione già espressa, senza cambiarla di una virgola. Si doveva celebrare l’amico avendo riguardo per la sua figura umana, non mettendoci dentro, come un’ossessione irrisolta, la proprietà dei DV. Quando commemoro un amico lo faccio parlando del suo profilo umano, non di un parzialissimo aspetto del suo lavoro. Altrimenti si sarebbe dovuto parlare di Italia – Camerun, non dei DV, che, a quanto pare, a Firenze rappresentano un’ossessione degna di un film.

  2. Non sempre sono stato d accordo con Lui ma le sue parole mai oltre misura ,sono state motivo di riflessione non solo per me ma credo per tutti coloro che amano la Fiore.Sono sicuro che continuera’ a guardarci da lassu’ ! Sentite Condoglianze ai Suoi Cari

  3. Onorare la memoria di Olivero con il lutto al braccio sabato sera a Napoli…Non credi Stefano sia l’aspettativa dei tifosi da parte dei DV?
    Potrebbe essere una buona idea. Un saluto S.D.C.

  4. Beha uno di noi sincere condoglianze ai familiari.FVS

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