Quando realismo è fissazione: i due casi della Fiorentina

Badelj salta di testa assieme a Bonaventura. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Una decina di giorni fa Paulo Sousa aveva aperto le danze, iniziando a parlare di realismo: il suo, subentrato al suo ego sognante che la scorsa stagione aveva trascinato la Fiorentina in testa alla classifica per metà campionato. Ora ecco spuntare anche Badelj, con il suo riferimento alla realtà, raffrontata ai desideri che farebbero parte dell’ambizione della società viola. In pratica un altro messaggio che istiga a rimanere con i piedi per terra, come dire “sì, questi vorrebbero fare e vincere ma in fin dei conti la dura realtà glielo impedisce”. E’ proprio l’assenza del sogno che sta limitando (in buona parte) la Fiorentina edizione 2016/17 e i riferimenti del portoghese e del croato, forse i due che stanno risentendo maggiormente della delusione dell’anno passato e i loro messaggi ne sono la dimostrazione.

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2 commenti

  1. Solo da noi accadono queste cose. Mister e squadra con cervelli non pensanti e una società lassista.

  2. Ma non diciamo bischerate! Ora sta’ a vedere che contro la Samp, o il Crotone, o altre non s’è vinto perchè incapaci di sognare!… lasciamo sognare i ghiozzi, per piacere! Se Kalinic (peraltro bravissimo) non la mette dentro (e di occasioni ne ha, onestamente) c’è poco da invocare i sogni

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