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QUEI FURTI INDIMENTICABILI E IL GESTO DELL’OMBRELLO. VIDEO

Che Lazio-Fiorentina sia una sfida di grande importanza non lo si scopre di certo oggi, con i biancocelesti saldamente presenti nelle zone alte della classifica e i viola ancora alla ricerca della propria identità. A pochi giorni dal match dell’Olimpico riavvolgiamo il nastro dei ricordi e diamo uno sguardo al passato, per rivivere le emozioni di una sfida che nel nuovo millennio ha regalato imprevedibili e avvincenti sceneggiature.

E’ il 15 Aprile del 2000 quando la Lazio di Eriksson si presenta a Firenze con l’intenzione di agganciare la Juventus in vetta alla classifica, ma consapevole che non sarà cosa da poco espugnare quel Franchi che solo un anno prima l’ha vista uscire dal campo con un punto dal sapore amaro. La partita è per cuori forti, i colpi di scena si susseguono: dopo i gol di Batistuta, Nedved, Boksic e Chiesa, al novantesimo Mihajlovic trasforma il rigore del 3-2 (dopo che Toldo gliene aveva parato uno poco prima). A spezzare i sogni della Lazio, però, ci pensa il solito Batistuta che in pieno recupero, su punizione, spedisce il pallone alle spalle di Ballotta mandando in apoteosi il Franchi e la signora Valeria Cecchi Gori, il cui gesto dell’ombrello rimane il simbolo, ironico quanto discusso, di una partita ai limiti della realtà.

Se in fatto di gol e spettacolo Fiorentina e Lazio hanno spesso soddisfatto le aspettative (solo nelle ultime due stagioni si ricordano un 3-2 viola al Franchi nel 2017 e un 2-4 all’Olimpico nel 2016), spesso e volentieri a rubare la scena è stato il direttore di gara a causa di alcune decisioni che oggi, con l’ausilio della tecnologia, non lascerebbero il men che minimo dubbio. In particolare sono due le partite che hanno visto la Fiorentina vestire i panni della vittima, entrambe nella stagione 2004-2005. All’andata la gara si gioca al Franchi e la Lazio riesce ad imporsi per tre reti a due, sebbene ci siano almeno tre episodi che fanno discutere: nel primo tempo Rizzoli non espelle Dabo per un intervento decisamente violento su Maresca, mentre poco dopo il guardalinee convalida a Di Canio un gol in netto fuorigioco che vale l’1-1. Completa l’opera il rigore negato ai viola per il fallo di Siviglia su Valdès quando il punteggio era ancora di parità. Al ritorno, invece, è Rosetti il protagonista in negativo: sul punteggio di 1-1 (a Maresca aveva risposto Siviglia), una potente conclusione di Jorgensen supera Peruzzi e si sta per insaccare sotto la traversa, ma Zauri devia il pallone in calcio d’angolo con una mano. Rosetti non vede e quindi non concede un rigore (con conseguente espulsione del difensore biancoceleste) che sarebbe stato fondamentale per la Fiorentina, considerando il disperato bisogno di punti salvezza dei viola. Uno dei più grossi scandali arbitrali almeno dei tempi recenti.

Lazio-Fiorentina, dunque, è una partita che non è mai passata inosservata e che negli anni ha visto le due protagoniste lottare per obiettivi sempre diversi, dalla lotta scudetto a quella per la salvezza, passando per la rincorsa ad un piazzamento in Europa. Quest’anno, giunti alla quattordicesima giornata, dalla sfida dell’Olimpico potrebbero più che mai emergere la vera identità e i reali obiettivi della squadra di Pioli.

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4 commenti

  1. A roma per vincere. Crederci. Passando ai furti chiederei a gazzoni di riguardare quelle gare, vedrete che la smette con la richiesta danni.

  2. La Fiorentina è sempre stata superiore alla Lazio. Oggi no, grazie al panzone pugliese, braccio operativo della peggior proprietà della storia viola.

  3. Una volta…Ora ci pigliano a pallate.
    L’impianto della Lazio è molto buono, se un mediocre come Pioli lì ha fatto bene.

  4. Il passato é ricco di partite in cui la FIORENTINA era migliore della lazio o almeno alla pari..ATTUALMENTE………………………….FV

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