QUELLO CHE MANCA DAVVERO ALLA FIORENTINA

Joaquin Barcellona

C’è chi sostiene che alla Fiorentina sia necessario un altro centrale difensivo, altri opterebbero per un terzino destro, oppure per un esterno, magari double face, capace cioè di correre sia sulla fascia destra che su quella sinistra. I delusi da Suarez vorrebbero un centrocampista di rottura e quelli irritati da Babacar una punta da affiancare a Kalinic. Sono tutte esigenze condivisibili. Ciò che però davvero manca alla Fiorentina è il dribbling. Senza andare a scomodare giganti del passato, da Julinho a Hamrin, da Chiarugi a Baggio, da Bertoni a Edmundo, e limitandosi agli ultimi anni, in maglia viola si sono esibiti autentici artisti del dribbling: Mutu, Jovetic, Ljajic, Cerci, Cuadrado, Joaquin per arrivare a Salah. Indipendentemente dal loro rendimento, tutti giocatori capaci di saltare l’avversario e creare superiorità numerica, come insegnano i professori di tecnica calcistica. Più banalmente in grado di scartare chiunque gli si pari davanti, riuscendo con un guizzo a far evaporare l’avversario procedendo verso la porta incuranti della fisica e del principio sull’impenetrabilità dei corpi. Ecco, la Fiorentina di Sousa, il dribblomane di turno (che quando eccede può perfino essere dannoso) non ce l’ha. A questa carenza di imprevedibilità, il tecnico portoghese cerca di ovviare creando sorprese tattiche. Ma si tratta di un’imprevedibilità creata dal collettivo, non dai singoli. In realtà la Fiorentina un giocatore abbastanza abile nel dribbling ce l’ha: Federico Bernardeschi. Il ragazzo ha doti tecniche notevoli, alle quali affianca fiato e prestanza fisica insospettabile a prima vista. Non possiede lo “scartino” secco alla Messi, il suo è più coniugato alla potenza, stile Cristiano Ronaldo, tuttavia possiede la dote di passare da una parte all’altra dell’avversario senza perdere il pallone. Il problema è che in questo avvio di stagione non ha avuto molte occasioni di sbizzarrirsi, essendo impiegato spesso lontano dalla porta avversaria. Ne andrà tenuto conto a gennaio quando verranno decisi i ritocchi alla squadra. La Viola alla portoghese è già un piatto appetibile, con una punta di piccante lo sarebbe ancor di più. E il dribbling è il peperoncino di ogni azione. Pare abbia anche un’azione afrodisiaca, calcisticamente parlando, s’intende.

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41 commenti

  1. redazione vi siete dimenticati di rui costa e antognoni altro ke dribling

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