Questione di dignità

Un'espressione di disappunto di Ilicic. Foto: LF/Fiorentinanews.com

Ci sono tanti modi per portare a termine una stagione, pur in assenza di stimoli: la Fiorentina ha scelto decisamente quello peggiore, affievolendosi progressivamente già da fine febbraio, con la Champions ancora a portata di mano e trascinandosi faticosamente in queste ultime giornate, tra un pareggio e l’altro, senza mai dare segnali di vita o di particolare interesse ai tre punti. Tant’è vero che la squadra di Sousa ha vinto appena una partita delle ultime undici: un ruolino di marcia inaccettabile e indecoroso, aldilà delle indubbie e miopi responsabilità societarie del mercato di gennaio. Abbiamo visto ieri sera Luca Toni, ed il suo Verona, dire addio alla Serie A battendo la Juve; d’accordo una Juve demotivata e decimata dalle assenze, già concentrata sulla finale di Coppa Italia. Eppure i viola di squadre bene o male già sistemate in classifica ne hanno trovate, senza mai riuscire a spingere il cuore oltre l’ostacolo, dando per scontata la superiorità tecnica contro le varie Verona, Frosinone, Sampdoria, Empoli, Chievo e Palermo. Questione di dignità appunto, perché l’Hellas ormai non aveva più alcun incentivo, se non quello di lasciare una ultima bella immagine alla propria gente, facendo lo sgambetto ad un avversario comunque superiore, al netto delle assenze. Una dignità che evidentemente non fa parte del novero di qualità in possesso della Fiorentina di oggi, o almeno non più. Contro i rosanero serviva un punto ed un punto è arrivato, nonostante un avversario che moriva di paura e non azzardava a scoprirsi troppo, vuoi per incapacità tecnica, vuoi per difendere lo 0-0; eppure di squadre che pur senza motivazioni di classifica fanno il proprio dovere, facendo rispettare il gap tecnico ce ne sono, vedi la stessa Lazio, prossima avversaria, che con Inzaghi alla guida ha vinto quasi tutte le partite. Questione di dignità… quella che ha sempre avuto Manuel Pasqual: ieri l’ultimo atto di una lunghissima carriera in maglia viola; quest’anno ha sopportato l’onta della sottrazione della fascia senza fiatare, ha accettato il ruolo di “riserva da pochi spezzoni in campo” e salutato il suo pubbliche con lacrime sincere. Anche qui una questione di dignità, uno dei pochi sprazzi di dignità della Fiorentina degli ultimi mesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

2 commenti

  1. Concordo con l’articolo.
    La Fiorentina come società mi delude ormai da anni, ma adesso sono deluso anche dalla squadra e dall’allenatore.
    Come si fa a giocare un ritorno così osceno?
    Squadra cotta due mesi e mezzo prima della fine? Non é possibile: avrebbero fatto in tempo a rifiatare e ripartire. Vista anche la partita con la Juve direi proprio squadra senza dignità, giocatori e allenatore che non ha saputo pretenderla.

  2. Veramente una banda di invertebrati… pensare che uno come Badelj, che dovrebbe ringraziare il Cielo di giocare nella Fiorentina, adesso vuole andare in una “grande squadra”…. forse come portaborse?…

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*