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Rossi: “La tripletta alla Juventus una felicità oltre ogni limite. Ho visto gente piangere, difficile dimenticare quella giornata”

RossirigoreJuventusQuest’oggi, Giuseppe Rossi presenterà il libro scritto a quattro mani con la giornalista de La Gazzetta dello Sport, Alessandra Bocci, dove c’è una parte, importante, dedicata alla partita dell’anno scorso tra Fiorentina e Juventus, in cui Pepito è stato protagonista assoluto: “Ce n’è abbastanza per provare una felicità oltre ogni limite – racconta Rossi (la parte in questione è stata pubblicata su La Gazzetta dello Sport di stamani) – Un po’ come quella che ho provato io stesso dopo Fiorentina-Juventus. Era una partita sentitissima, e dopo il primo tempo, in cui eravamo andati sotto di due gol, era diventata un’impresa quasi disperata, ma alla fine si è tramutata in una specie di apoteosi…Quando sono entrato in campo mi sono sentito invadere da un’onda di calore, ma anche da un po’ di nervosismo. Di fronte a noi c’era la Juve, i rivali di sempre, che la Fiorentina non batteva da tempo; c’era l’aspettativa di riuscire a farlo, perché la squadra stava andando molto bene. Spesso succede che tu ti senta sulla cresta dell’onda, e che l’onda ti butti giù. Nel primo tempo siamo affogati. Non saprei spiegare come e quando è scattato qualcosa, ma so che nel secondo tempo il nostro atteggiamento è stato diverso, e il segnale è stato una parata fenomenale di Neto su Marchisio. Ho segnato il primo gol su rigore, poi ho ricevuto palla da Mati Fernandez, che l’aveva rubata a centrocampo. Ho superato uno juventino e mi sembrava di volare. Gol sul secondo palo, pareggio. Una cosa stupenda. Una scena da film, uno di quei film americani dove il fuoricampo arriva al momento giusto, o dove il cavallo macina metri su metri, riprende l’avversario e lo passa proprio sul traguardo. O se preferite un ultimo touchdown da rivedere mille volte per gustarlo di più, proprio come succede al cinema, quando l’underdog, l’outsider, batte il favorito con un colpo di coda che non viene dalle gambe ma dalla testa e, più ancora, dal coraggio… Ero più stanco per l’emozione che per la partita appena giocata. Ho visto gente di quaranta o cinquant’anni che piangeva e l’emozione è stata incredibile. Venti ottobre 2013: difficile scordare quella data”.

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6 commenti

  1. Lo posso immaginare fabehz da parte di mia madre sono tutti di quella cosa di quella squadra….squadra si fa x dire x essere eleganti…. immagina quel pomeriggio io e mio padre unici viola di casa…ah no c è anche Il cane che tifa fiorentina (se vuole mangiare…..)

  2. Enrico (il Saluzzese)

    Non mi perdonerò mai di aver spento il televisore sul 2 a zero.Piangevo in giardino scopando foglie.Poi il mio vicino di casa (dentista tifoso del Torino) urlando come un ossesso esce di casa sbraitando e mi abbraccia dicendomi: incredibile incredibile ed io scemo non ci capivo niente…Mi sarei strappato i ******** per quello che mi son perso in diretta.

  3. C’è lo registrata su mysky riguardo sempre lo spezzone
    dal gol del 2 2 al 4 2 quasi tutti i giorni e vi giuro che il
    boato del franchi del 4 2 è qualcosa di unico che rimarrà
    nella storia. SFV.

  4. È vero max confermo. Non puoi immaginare la goduria poi avendo un fratello gobbo

  5. Si piangeva di gioia anche davanti alla tv fidati

  6. Grazie ancora Pepito per le emozioni che ci hai e ci darai perchè sono convito che tornerai piu’ forte di prima! I tuoi compagni ti ononeranno vedrai e cosi potrai gustarti la vittoria anche da spettatore. E’ finito il tempo che Lei ci vedeva sempre perdenti. La storia cambia, gli intgerpreti anche la VIOLA rimane. Ale’

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