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Scandalo al San Paolo in occasione di Napoli-Fiorentina, la denuncia del SIAP

Poliziotti utilizzati come steward, il tutto ovviamente a spese dello stato e di conseguenza dei contribuenti. E’ questo lo scandalo avvenuto al San Paolo, secondo il sindacato SIAP, che ha emesso un comunicato sulla vicenda: “Il SIAP Campania, recependo le varie segnalazioni dei colleghi, in occasione di grandi eventi calcistici, quale anche quello di Napoli-Fiorentina, dove il numero di spettatori è di gran lunga superiore ed anche gli incassi sono di gran lunga superiori. Ebbene, in queste occasioni la Società sportiva interessata, conoscendo la materiale l’affluenza di tifosi allo Stadio, dovrebbe approntare un congruo numero di steward per poter far svolgere al meglio l’evento sportivo secondo le proprie attribuzioni stabilite. Quindi maggiori spettatori, maggiori incassi e maggior numero di steward da impiegare. Stranamente, anziché vedere impiegati un maggior numero di steward, si sono visti impiegare, in qualità di steward, i poliziotti dei Reparti Mobili, quelli che “devono” esser obbligatoriamente al di fuori dello Stadio, che sono stati impiegati anche per il filtraggio.

Il SIAP Campania protesta per questa condizione anomala che rasenta lo scandalo. Lo Stato non deve aiutare il “privato”, che incassa milioni di euro, sobbarcandosi compiti che non gli spettano facendo risparmiare a quel privato soldi che, in questo momento di crisi, vengono pagati dal cittadino. E tutti i milioni di euro che sono stati spesi per creare la Scuola di Ordine Pubblico, dei Corsi, delle preparazioni a tutto il personale dirigente e degli operatori dei Reparti Mobili? A nostro parere questo non è Ordine Pubblico è, invece, una forma di aiuto di Stato per un evento privato dei quali guadagni lo Stato non riceve nulla.

Il SIAP Campania chiede che venga aperta una indagine su quanto accaduto e, in caso di mala gestio, i responsabili paghino per i danni che sono stati arrecati allo Stato da questo tipo di ordini, apparentemente, illegittimi che vedono tutelati gli interessi di un privato. Situazioni del genere non devono più ripetersi e chi ha deciso questo, se proprio ci tiene tanto, vada a lavorare nell’ambito privato o, almeno, ci facciano sapere se al Ministero dell’Interno comandano i poliziotti od i Presidenti della grandi Società Private”.

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