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“Se fai sesso con me ti farò giocare”, la squallida storia di due allenatori. Le vittime tutte minorenni

Si infila fra loro e si confonde, nelle fotografie è difficile distinguerlo dalla squadra di calciatori adolescenti. Ha la faccia da ragazzino, ha solo vent’anni. Tracce di cinismo le lascia su Facebook: ‘Pensare che gli altri ti tratteranno bene perché tu tratti bene loro è come pensare che uno squalo non ti mangerà solo perché tu non mangi lui’. Però è simpatico. Riesce a fare sentire le promesse del club torinese dei mezzi campioni.

È giovane per fare l’allenatore. È l’amico di qualche anno più grande che viene a mangiare al fast food e se capita dà anche lezioni di guida nei posti isolati. Un confidente, la spalla su cui piangere per un rigore sbagliato. È talmente generoso da aprire la sua casa prima di una partita o dopo gli allenamenti: «Ho un letto in più, fermati da me». E poi arriva quella notte che precede un match importante, nel letto in due non ci si sta. L’ospite quindicenne si fa ancora più piccolo, capisce che è sbagliato e trova il coraggio di raccontare tutto alla madre. Ha inizio così un anno di inchiesta, coordinata dal pm Dionigi Tibone, che svela il lato oscuro del calcio giovanile: decine di ragazzini fra i 13 e i 16 anni, dei quali la polizia postale ha trovato i nomi nelle chat sul cellulare del mister, coinvolti in atti di violenza sessuale, ridotti a materiale pedopornografico e agganciati con promesse di tipo agonistico, magari una partita da titolare. Il giovane, per il quale il gip ha disposto gli arresti domiciliari con l’obbligo di firma e il divieto assoluto di usare telefoni, computer e tablet, non faceva tutto da solo. A condividere con lui la passione extra sportiva c’era un allenatore cinquantenne che lo aveva svezzato quando aveva 12 anni, già finito in carcere in inchieste di questo tipo, molto chiacchierato nel giro delle giovanili e di nuovo arrestato con l’accusa di sfruttare il collega ventenne. Pensionato era approdato alla società Carrara dopo un valzer di panchine.

L’ex pupillo ha raccontato di avere imparato da lui più di una lezione, anche a riversare sui piccoli giocatori di oggi le stesse attenzioni scambiate per interesse agonistico di cui lui era stato oggetto anni fa. Nell’inchiesta – denunciato e con obbligo di dimora – compare anche un architetto: nel tempo libero faceva l’arbitro nelle amichevoli e a volte si concedeva i tempi supplementari con i minorenni promettendo massaggi tonificanti. I ragazzi coinvolti sarebbero una quindicina negli ultimi tre anni, ma si dovranno accertare le dimensioni dell’attività nel tempo e all’interno di altri club. Dalle analisi del materiale sequestrato è stato accertato l’andamento seriale dell’adescamento dell’allenatore ventenne, che conquistava la fiducia delle sue prede, le contattava in chat e poi le catalogava in base all’anno di nascita.

Fonte: QS

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13 commenti

  1. Non ho mai capito questa schifosa
    perversione di uomini adulti nei confronti di giovanissimi dello stesso sesso, potrei minimamente capire attrazione nei confronti di giovanissime ma pur sempre femmine, e comunque sbagliata allo stesso modo perche i minorenni non si toccano, i ragazzini o ragazzine si lasciano in pace, I pedofili fanno schifo perche sono perversi egoisti che se ne fregano dei danni che possono fare, io li metterei semplicente in galera fianco a fianco con gli altri criminali e vedere come se la spassano. ..sti porci..

  2. Chi fa male hai bimbi c’è solo una soluzione:Pena di Morte!!!(è brutto parlare e pensare così,ma magari vederli soffrire prima di morire!!!.Disgustato!!! Brutti Bas***i i bimbi nn si toccano!!!!!

  3. Questa volta è con grande orgoglio e passione che condivido il pensiero di Re leone

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