SI SCRIVE SUAREZ MA SI POTREBBE LEGGERE BADELJ

Mario Suarez Barcellona

“Eppure Platini ci mise sei mesi a capire il calcio italiano”, è la frase che si è soliti usare per giustificare il basso rendimento di chicchessia provenga da un campionato straniero, accompagnato magari anche da un certo pedigree. Scusa piuttosto debole se poi non si mette sul campo quello che mise, ahinoi, l’attaccante francese della Juventus. E’ vero che nel calcio di oggi non c’è tempo per aspettare nessuno ma la strategia dell’attesa, soprattutto se surrogata dalla base calcistica del diretto interessato, talvolta dimostra anche un certo ritorno tecnico (e quindi economico). Si veda i casi di Ljajic e Neto, passati da emarginati a inamovibili, ma soprattutto quello di Milan Badelj. Il tutto per arrivare a toccare un argomento dolente come quello di Mario Suarez, ancora incerto sulla permanenza a gennaio ma ancora poco integrato nel contesto viola. Facendo un raffronto diretto con Badelj, vediamo che il croato alla sosta invernale 2014 aveva giocato appena 4 partite (su 16) in campionato e 5 su 6 in Europa League, per un totale di 572’. Lo spagnolo di minuti ne ha messi insieme pochi di più (641) ma distribuiti su 12 uscite, rispetto alle 9 del collega. Fu a metà stagione che però Badelj cambiò passo, scendendo in campo in 16 delle ultime 18 di campionato, in 3 delle 4 di Coppa Italia ed in tutte ed 8 le sfide di Europa League. Merito suo e di chi gli dette fiducia dalla panchina. Il “povero”, si fa per dire, Suarez di tutta questa fiducia da parte di Sousa non sembra godere ma forse un precedente del genere potrebbe far riflettere il portoghese prima di liberarsene a cuor leggero.

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4 commenti

  1. Sono due cose e due persone completamente diverse. Badelj è arrivato a Firenze senza nessuna pretesa se non quella, sbagliata, di fare il sostitutu di Pizzaro e con uno stipendio medio/basso. Suarez è arrivato come il miglior acquisto della stagione con il 2° miglior stipendio societario e con un ruolo importante nella futura squadra. Sousa non lo usa perché il giocatore non assimila i sui dettami.

  2. Un calciatore si compra e si tiene almeno un anno. Non si può giudicare negativamente dopo soli 6 mesi a meno che non ci siano problemi seri di altro tipo. Badelj (che io ho sempre difeso) sembrava un corpo estraneo di una lentezza pachidermica mentre oggi (anzi già nella seconda parte dello scorso anno) è un signor centrocampista. Attenzione a non doversi pentire. Diamo via in prestito Bakic e prendiamo un bel centrocampista incontri sta che sappia giocare al pallone e teniamo anche Suarez.

  3. Claudio San Miniato

    Dispiace , ma credo che Suarez sia quello visto finora. Magari va in Turchia e si riprende….

  4. Si continua ad insistere di dar tempo a Suarez. Ma qualcuno mi vuole spiegare perchè Suarez ha fatto panca per un anno e mezzo in Spagna nel suo Atletico sempre con lo stesso allenatore, Simeone ? Fu detto che aveva la pubalgite ma dopo due anni dovrebbe aver recuperato, no ? Suarez è un giocatore sulla via del declino, lento, impreciso, mai decisivo negli ultimi due anni, nemmeno quelle rare volte che Simeone l’ha fatto giocare. Badelj giocava regolarmente nell’ Amburgo, tutte le domeniche, non stava in panca per scelta tecnica come Suarez. Noi oggi abbiamo bisogno di giocatori pronti, da inserire subito in una rosa già corta di suo, se si vuole provare a rimanere al vertice. Suarez non ci garantisce nulla, è bene che vada altrove.

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