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Sottil: “Pioli partirebbe avvantaggiato a Firenze, senza caratura non avrebbe allenato l’Inter. Su mio figlio…”

Pioli in panchina. Foto: Fiorentinanews.com

Compagno di Pioli a Firenze nella stagione 94-95, Andrea Sottil a Radio Bruno ha ricordato proprio il tecnico nerazzurro, candidato alla panchina viola: “Ho un bellissimo ricordo di Stefano, lui era un veterano e io ero giovanissimo. Era un ragazzo che insegnava esperienza ed era già allenatore, aveva molta passione per l’insegnamento e i dettagli, è un ragazzo molto posato e intelligente. La carriera che sta facendo dimostra che le sensazioni che avevo su di lui erano giuste. Ho sempre avuto una bella impressione di Sousa, nell’aria c’è la rottura tra le parti ma credo che lui abbia portato delle innovazioni in grado di far divertire. Sono stato uno dei suoi estimatori. Detto questo, penso che i nomi di Pioli e Di Francesco siano ottimali, abituati a lavorare coi giovani. Stefano caratterialmente non era quel trascinatore caratteriale, con urla e così via; era il leader in altre cose, con l’esempio quotidiano nel non mollare mai in allenamento, sempre preciso e impeccabile. Firenze è una piazza particolare ma lui la conosce benissimo per cui partirebbe molto avvantaggiato. Per guidare squadre come Lazio e Inter, se non si ha una condotta ferrea e seria non ci si può stare. Mio figlio Riccardo? Sono contento della scelta che abbiamo fatto nel mandarlo a Firenze, in un settore giovanile importante, che tira fuori diversi calciatori. Lui ha qualità importanti, secondo me è nel posto giusto al momento giusto ed è molto contento. Il mio rapporto con lui consiste in tre parole: fame, cattiveria e sacrificio, per me conta solo questo nel calcio”.

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