Sousa incorona Rodriguez capitano, Pasqual deve cedere controvoglia la fascia nel giorno della 290ª presenza in A

Nessuna polemica per carità. La Fiorentina è prima con merito: bella, brava e coraggiosa. Ma ieri sera a Genova è saltato subito all’occhio un particolare: Pasqual in campo per la prima volta da titolare ma senza fascia, finita definitivamente sul braccio di Rodriguez. Appena sette giorni prima, nella gara con il Frosinone, la fascia era tornata a Pasqual che la portava ormai dall’addio di Gamberini. Montella in realtà l’aveva fatta ruotare in ritiro per capire quale fosse il giocatore che potesse incarnare meglio la “violitudine” e, con tanti stranieri in squadra, effettivamente Pasqual era elemento importante del gruppo e un collante perfetto nello spogliatoio. Con Borja Valero suo vice e Rodriguez “solo” terzo. Con Sousa però le gerarchie sono cambiate e Gonzalo, in assenza di Pasqual, aveva già scavalcato il compagno spagnolo. Evidentemente per Sousa conta il fatto che l’argentino è titolare praticamente inamovibile nelle due competizioni (in Europa League ha saltato sì due gare ma per squalifica) – tanto da aver indossato la fascia di capitano più volte di Pasqual fermato anche da un infortunio muscolare o dalla scelta di Sousa di schierare Alonso- ed ha grinta da vendere con i compagni e con gli arbitri, diventato ormai un punto di riferimento per il gruppo in campo e per lo spogliatoio dove la lingua principale è lo spagnolo. La scelta infatti di dare la fascia a Rodriguez è stata esclusivamente di Sousa, che dal ritiro ha studiato le abitudini, le amicizie e i riferimenti dei giocatori, nonché il rendimento. Certo è che, nonostante finora il portoghese abbia avuto sempre ragione delle sue decisioni, una fascia tolta ad un giocatore che indossa la maglia viola da dieci anni e da quattro la fascia con orgoglio, dobbiamo riconoscere che non è forse il massimo. E forse è un segnale anche in chiave futura per Pasqual che a 33 anni ha il contratto comunque in scadenza mentre Rodriguez, di due anni più giovane, ormai fiorentino acquisito per il lungo contratto ma anche e soprattutto per la scelta di una compagna della città che gli ha dato un figlio, sta vivendo un momento di grande forma e soddisfazioni personali, compresa questa. E Pasqual come l’ha presa? Di sicuro non bene visto il grande orgoglio fiorentino che lo contraddistingue, proprio nella giornata in cui tagliava il traguardo delle 290 presenze in A naturalmente sempre in viola, ma altrettanto di sicuro lavorerà a testa bassa per riconquistarla sul campo o comunque, vista che la decisione sembra presa, per convincere Sousa che non è un “vice” di nessuno. Stesso discorso dovrà fare per la Nazionale visto che neanche Conte, che guarda alla continuità dei convocati, lo ha chiamato. A riportarlo è corrierespione.it

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