Sousa: “Mi aspetto che Firenze accolga bene Montella. Kuba è tornato bello motivato”

Paulo Sousa Inter

In conclusione Paulo Sousa riparte dall’accoglienza per Montella e parla anche di un calciatore come Blaszczykowski, che potrebbe essere la sorpresa dal primo minuto: “Da persona di calcio mi aspetto un’accoglienza educata, allegra, perché credo che abbia fatto bene e dato tutto sé stesso per la Fiorentina. Anche se i risultati non sono buoni ma quando si vede che una persona dà il 100%, ci deve sempre essere il rispetto per far crescere questo calcio. Ferrero sui meriti di Montella nella mia squadra? E’ difficile fare paragoni tra le stagioni perché cambiano giocatori, condizioni, investimenti. Io da quando sono arrivato ho dato apprezzamento alla forma propositiva del calcio di Vincenzo perché mi piace questo tipo di calcio. Partita decisiva? Via via che passano le partite ci allontaniamo dall’obiettivo se non riusciamo a vincere, aspettando che i nostri avversari perdano punti. Zarate titolare? Abbiamo provato lui con Baba, per integrare certi giocatori serve una certa continuità. Quando si perde sembrano non adatti, quando si vince invece sì, è un po’ la norma delle cose. Crescita di Kuba? Poteva essere un’opzione perché già prima della Nazionale avevo parlato bene di lui con l’allenatore della Polonia. A lui serve essere a livello competitivo ed ha fatto una bellissima prestazione, non solo per il gol. E’ tornato motivato, mettendosi a disposizione ed in buona condizione fisica. Più pericoloso Montella o Cassano? Credo che Montella abbia dato gli stimoli giusti a Cassano, per trovare i colpi da campione che ha. Per questo non so, è una delle varianti che Vincenzo ha nell’undici titolare, poi non so giocherà dall’inizio. Noi abbiamo rispetto dei nostri avversari, per gran parte della stagione abbiamo dimostrato di essere ben preparati per affrontare tutti, pensando a noi ed alla nostra identità. Se parlai con Montella appena arrivato? Non era il momento giusto, ci siamo visti successivamente ed abbiamo parlato un po’. Siamo due persone che hanno vissuto la maggior parte della vita nel calcio per cui c’è già una stima di base”.

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