Sousa vs Montella: quante differenze con dodici mesi fa

L'abbraccio tra Paulo Sousa e Montella. Foto: LF/Fiorentinanews.com
L'abbraccio tra Paulo Sousa e Montella. Foto: LF/Fiorentinanews.com

Aldilà del contemporaneo impegno tra Europa League e campionato, il finale di stagione 2015/16 sta seguendo un canovaccio purtroppo molto triste. Tutta un’altra storia rispetto ad un anno fa, quando la Fiorentina di Montella chiuse con cinque vittorie consecutive, con quindici gol fatti, alla faccia della demotivazione pur dopo una cocente delusione con il Siviglia. Le ultime quattro giornate della gestione Sousa, in attesa del match di domani sera a Roma, hanno offerto invece una Fiorentina deludente, con appena due punti frutto di due scialbi 0-0. In aggiunta un doppio k.o. con Udinese e Juve, a dir poco doveroso il riscatto all’Olimpico per rimettere un minimo di dignità in questo bruttissimo filotto.

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7 commenti

  1. Beh, mi stupisco che tu faccia queste domande, in qualità di “Stregone” dovresti conoscere la risposta prim’ancora che ti venga fatta la domanda…

    …Ad ogni modo, essendo il tuo un chiaro riferimento al mio post, renderò volentieri edotto lo Stregone:
    – in porta, procedendo per ordine, Montella aveva Neto come titolare e Tatarusanu (inferiore, ma comunque titolare della nazionale rumena) come riserva; Sousa deve fare con quella che era la riserva di Neto e, di fatto, senza sostituto, considerando le mattane e lo scarso livello di Sepe, nonché l’impreparazione di Lezzerini e Satalino.
    – In difesa, al netto dei vari Gonzalo, Alonso, Tomovic e Pasqual che c’erano anche quest’anno, Montella aveva in più Savic (non così superiore, ma di certo non inferiore ad Astori, tanto che Sousa non ha ancora perdonato Gnignigni per la sua improvvisa cessione all’Atlético) e il poco appariscente ma solidissimo Basanta (che peraltro ha anche segnato un paio di golletti pesanti) come prima alternativa ai titolari. Sousa, detto del passo indietro qualitativo nel cambiare Savic con il pur dignitoso Astori, è stato costretto a farsi piacere Roncaglia (prima accantonato e poi spedito al Genoa, per disperazione, da Montella) pur di avere almeno quattro difensori per tre posti da titolare, dato che la società ci ha messo sette mesi (dal principio di luglio 2015, inizio della campagna estiva alla fine di gennaio di quest’anno, conclusione della finestra di riparazione) per prendergli… BENALOUANE ROTTO, tra una figura da pellai e l’altra per i vari Lisandri, Mammane, De Maio e Izzi vari. In più, Montella aveva anche Richards, giocatore tecnicamente mediocre ma d’esperienza e fisicamente fortissimo, quindi una carta in più per il turnover.
    – Il centrocampo ha avuto anche quest’anno Borja come pilastro e Mati Fernandez come prima alternativa; nel frattempo, però, da Pizarro la regia è passata nelle mani, anzi nei piedi di Badelj, che del Pek era la riserva fissa. Poi si può discutere sul fatto che il croato sia atleticamente più adatto al gioco del portoghese rispetto al piccoletto cileno, ma non ne sarei così sicuro, se è vero che a gennaio Sousa (e questa è senz’altro una sua colpa) ha spinto per prendere un Tino Costa che certo non mi sembra un gladiatore né un maratoneta. Ancora maggiore, a mio avviso, la differenza in peggio tra il pur discontinuo Aquilani (che allo Sporting sta facendo ancora la differenza) e Vecino. Il primo, tra una pausa e l’altra, i suoi quattro o cinque gol stagionali te li metteva quasi sempre, il secondo invece corre e imposta, ma (a meno che non segni – inutilmente – domani sera) ha chiuso il campionato con un avvilente zero nella casella delle reti messe a segno, il tutto peraltro a fronte di oltre cinquanta tiri (più o meno…) verso la porta avversaria. Nemmeno il Donadel e i Blasi dei bei (?) tempi… Non a caso, l’uruguaiano era stato giudicato non pronto da Montella, che l’aveva ceduto in prestito due volte su due stagioni. Non dico che dovesse essere di nuovo mandato a far esperienza dopo la bella stagione all’Empoli, ma neppure puntare solo e soltanto su di lui. Infatti, in quel ruolo avrebbe dovuto esserci anche Milinkovic-Savic, e sappiamo come sia andata a finire… Inoltre, tra un ritrovato Vargas e un onesto lavoratore come Kurtic, Montella aveva a disposizione altre alternative (oltre al sopra citato Badelj) ai titolari, con cui fare turnover senza perdere troppo in termini di affidabilità. Volendo, per fare numero c’era perfino Lazzari, che l’anno scorso ha fatto alcune discrete partite quando (raramente) chiamato in causa, mentre coi vari Suarez, Verdú e Kone recapitati al povero Sousa ci sarebbe materiale buono per imbastire un’intera serie di “Chi l’ha Visto?” …P.S.: non ho volutamente aggiunto a quest’elenco l’altrettanto imbarazzante Tino Costa perché lui, purtroppo, lo si è visto fin troppo…
    – Chiusura con l’attacco: al posto di Joaquin ci siamo ritrovati i vari Kuba e Tello, uno più deludente dell’altro nonostante fossero giocatori di un certo “nome”; ben poco apporto hanno dato il rientrante ma cadaverico (sigh!) Pepito e Zarate, utile per fare casino e dare una scossa al torpore degli ultimi tempi ma non per ritrovare una certa pericolosità sotto porta (“solo” tre gol da quando è arrivato). Babacar, al pari della scorsa stagione, ha vissuto di molte ombre e poche luci, così come lo stesso Ilicic (pur segnando di più, stavolta, specie perché i rigori hanno cominciato ad entrargli) si è ripetuto sui livelli molto buoni della passata annata. Così, l’unica vera differenza in positivo rispetto alla passata stagione è stato il rendimento del centravanti, per quanto Kalinic sia durato solo metà campionato e, nel girone di ritorno, abbia più che altro “fatto il Gomez”, a propria volta. E mentre nel mercato di gennaio 2015 abbiamo lasciato andare via gli ectoplasmici Cuadrado e Marin prendendo il cambio il pur deprecabile S-A-L-A-H, stavolta abbiamo preso il sopra citato Tello e continuato a puntare su un Bernardeschi ancora una volta confermatosi impreparato (una sola rete in campionato!) per gli altissimi livelli.

    Spero che la pappardella basti a spiegare ciò che nel precedente messaggio, per ragioni di spazio, era stato riassunto come “squadra inferiore all’anno scorso”. Tutte cose che, comunque, non serve certo la palla di cristallo dello stregone per notare…

  2. Belfagot, sicuramente domani è molto più probabile che si perda, ma non cambierebbe nulla. Sessantuno, sessantadue o sessantaquattro punti non vuol dire niente, così come non cambia niente (al di là del discorso legato ai gironi di Europa League) tra quarto e quinto posto: la verità, come giustamente dice Violaebasta, è che di differenze non ce ne sono: campionato che sarebbe potuto andare molto meglio di come sia andato se solo la società prima, l’allenatore poi e la squadra infine non avessero buttato al vento occasioni su occasioni per migliorarsi, nessuna coppa. L’essere arrivati più avanti con Montella è una consolazione per i fessi, le coppe conta solo alzarle, il resto viene dimenticato presto. E mi riferisco non tanto all’Europa League, quanto alla coppa Italia, nella quale sia con Montella (finale rinunciata a giocare contro il Napoli dopo essere arrivati all’Olimpico grazie a una fortunata serie di accoppiamenti con squadre di livello inferiore) sia con Sousa (intollerabile figura di m***a all’esordio contro il Carpi) si sono gettate al vento occasioni estremamente propizie. Nel primo caso di vincere, nel secondo di arrivare quantomeno alla finale contro la Juve, cosa che al posto nostro ha fatto il Milan e che ci potrebbe costare i gironi di Europa League.

  3. Qualcuno mi può spiegare perché la squadra di quest’anno è”nettamente” più scarsa di quella dell’anno scorso? E cmq l’anno scorso fino a questo punto del campionato e in Europa potevo anche ancora seguire le partite, quest’anno a febbraio era già tutto scritto!

  4. Gabriele.intanto la partita di domani e’ancora da vincere. E non sarà facile.anzi e’molto probabile che perdiamo.un pareggio con questa fiorentina ultima e senza grinta.un pareggio sarebbe già un successo

  5. Ma non abbiamo battuto il Sassuolo 3 a 1 il 17 Aprile ?

  6. Io invece differenze non ne vedo, campionato anonimo e nessuna vittoria di coppe.

  7. Tutto vero, ma si dà il caso che se domani dovesse vincere, i punti fatti da Sousa SAREBBERO GLI STESSI (64) DI QUELLI DI MONTELLA. CON UNA SQUADRA INFERIORE e peraltro NON RINFORZATA A GENNAIO.

    ERGO: Sousa ha sbagliato tanto, da febbraio in poi, ma HA ANCHE FATTO UN MIRACOLO nel tenere allo stesso livello dell’anno scorso UNA SQUADRA INFERIORE (lo ripeto e sottolineo, perché questa cosa non viene tenuta nella debita considerazione). Il problema è che, a fronte di una squadra che rispetto all’anno scorso ha fatto peggio (Lazio) e di una che si è confermata dietro alla Fiorentina (Milan), ce ne sono state DUE che hanno fatto meglio in confronto alla scorsa stagione, leggasi Inter e soprattutto Napoli. Che hanno speso fracche di soldi perlomeno in estate (anche se nel caso dell’Inter non sono servite ad entrare tra le prime tre, ma si partiva dalla “base” di una squadra che l’anno scorso fece fatica a rimanere nella parte sinistra della classifica).

    Morale della favola: senza lilleri e un si lallera. Vale anche per Montella, che di un soffio non ha portato in B una Samp presa A CENTRO CLASSIFICA da Zenga in quel di novembre.

    Il resto sono chiacchiere.

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