SPECIALE GIOVANI – Firenze-Empoli: 30 km sulla strada ma anni luce sul campo. Vitale a FN: “Se dovessi scegliere dove mandare a giocare mio figlio…”

Pino Vitale

Poco più di dieci giorni fa l’Empoli ha demolito la Fiorentina, sotto i colpi di Pucciarelli e Zielinski, classe ’91 il primo, classe ’94 il secondo. Due emblemi di una società che da sempre riesce a valorizzare massimamente il potenziale di giovani a sua disposizione, che si tratti di elementi proveniente dal vivaio piuttosto che da prestiti. E sotto queste categorie vi rientravano almeno nove undicesimi della formazione iniziale di Giampaolo: dai calcisticamente empolesi Pelagotti, Laurini, Tonelli, Saponara, Pucciarelli e Maccarone ai prestiti Buchel, Paredes e Zielinski. Di fronte a loro c’era un solo rappresentante, Federico Bernardeschi, con Babacar fermo ai box: un’eccezione comunque guardando agli ultimi anni. Premessa naturalmente una differenza dimensionale ed ambientale tra la società viola e quella azzurra, abbiamo interrogato l’ex dg empolese Pino Vitale per provare a capire da cos’altro è procurata tutta questa sproporzione, che a livello di tornei giovanili porta poi l’Empoli a spadroneggiare nei risultati e nella “cattura” delle giovani promesse:

“E’ inevitabile che tra Firenze ed Empoli molta differenza la facciano l’ambiente e la grandezza della piazza: è un contesto ridotto rispetto a quello viola ed è più facile puntare sullo sviluppo dei propri calciatori. La Fiorentina fa fatica a farli giocare perché ha bisogno di risultati e questo li condiziona, facendo preferire la strada più sicura. Ad Empoli la politica societaria mira invece al lancio dei propri prodotti ed avendone la possibilità la sfrutta giustamente”.

Quanto influisce questa mentalità sulla scelta degli allenatori?
“Gli allenatori vengono scelti in funzione dei programmi della società. Non ci sono differenze però nelle metodologie di allenamento: il calcio è uno e basta, a Empoli però c’è la possibilità di far crescere i ragazzi e hanno dimostrato negli anni che lo sanno fare bene, a prescindere da chi sia l’allenatore o il direttore sportivo. Questa proprietà punta sul vivaio e il popolo lo accetta. Da altre parti il pubblico è impaziente e non rende sostenibile questo tipo di programma”.

C’è una strategia particolare sul mercato, alla base della politica-giovani?
“E’ una politica diversa, l’Empoli promuove la crescita dei ragazzi facendoli direttamente giocare e se non arriva il risultato non si ammazza nessuno. A Firenze diventa un problema dare il tempo ai giovani per sbagliare e rimanere sul campo perché non c’è pazienza, manca la disponibilità dell’ambiente. Alla Fiorentina serve il risultato immediato, c’è poco da fare, ed anche sul mercato la ricerca di giovani è più moderata rispetto a quella empolese”.

L’Empoli però riesce a catturare quasi tutto il meglio della gioventù toscana
“A Empoli il settore giovanile è curato bene, ma lo è anche a Firenze sicuramente. Se però avessi un figlio da mandare a giocare ad Empoli o a Firenze, lo manderei a Empoli perché avrebbe sicuramente la considerazione e le chance giuste per poter crescere. Cosa che a Firenze sarebbe molto difficile. Lo stesso Bernardeschi, per fare un esempio, ha impiegato un bel po’ di tempo prima di sbocciare”.

Come vede i processi di crescita di due prospetti molto chiacchierati, come Diakhaté e Capezzi?
Diakhatè è un buon giocatore per ora, come tanti altri, però bisogna che la Fiorentina lo faccia giocare o lo mandi in prestito almeno. Capezzi per me può stare in serie A, anche nella rosa viola, o magari in quella del Crotone, altra società che lavora molto bene con i giovani, senza pressioni. Una sorta di piccolo Empoli”.

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10 commenti

  1. La scuola calcio dell’Empoli è quella che manda in giro bambini, vestiti di tutto punto, divisa sociale linda è pinta ma di una scarsezza più unica che rara …. però pagano. Sulla società più che dirti che, fosse per me, li avrei mandati via sai da quanto, nn saprei. Sul fatto che i nostri giovani o nn sono all’altezza, o sono mortificati da un’organizzazione nn all’altezza, ti posso anche dare ragione. Ma il problema è a monte, se la Madonnina del grappa, per dirne una, è gemellata con l’Empoli, è chiaro che il bacino nel quale pescare si riduce. Più che la scuola calcio, mancano legami e rapporti con le società che a Firenze è dintorni, fanno calcio da quando i DV ancora portavano i pantaloni corti

  2. roberto novoli

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire… Si tende sempre a giustificare le scelte della società. C’è chi dice che la nostra squadra primavera non è prima perché è una squadra giovane. Ma apriamo la mente: Donnarumma è del ’99 e gioca in serie a, nel Tottenham ci fece gol un ragazzo del ’99. Se sono forti non è l’età che conta. E poi questa storia dei ragazzi del ’99 occorre sfatarla. I ragazzi del ’99 in Primavera sono: Satalino che in Primavera avrà fatto due – tre partite; Ranieri, l’unico titolare; Militari che avrà giocato 4-5 volte ed è un titolare negli allievi; Valencic, raramente negli undici titolari; spesso riserva; Gori che avrà giocato 4-5 volte ed è un titolare negli allievi; Cerofolini che ha fatto una partita; forse Lischi che può essere andato in panchina. Quindi informarsi prima di parlare e giustificare una squadra in cui la fase difensiva è completamenete assente. Manca una scuola calcio a Firenze. E questa è la verità ma non ce ne vogliamo rendere conto. Empoli, sia per il centro sportivo che hanno sia per quanto stanno facendo, ci può insegnare tantissime cose ma loro sono carciofai…..ma sanno fare calcio a differenza nostra.

  3. Da tifoso viola, e allenatore delle giovanili sceglierei sempre ahime l’Empoli. Allenatori più bravi e ambiente molto più sano. Meno fenomeni.

  4. Nn tutta l’erba del vicino è sempre quella più verde. La nostra primavera viene asfaltata e nn è prima, anche perché, quest’anno è una squadra molto più giovane della concorrenza per precisa scelta. A Empoli hanno buone squadre ma hanno anche una “rappresentativa” composta esclusivamente per incassare quote associative che in termini di risultato è prestigio, nn fa fare una bella figura ai carciofai

  5. Credo che roberto novoli abbia molte ragioni e purtroppo il problema riguarda moltissime squadre di tutte le categorie. Io ho seguito per più di 12 anni mio figlio che giocava al calcio. Era bravo e pieno di entusiasmo, poi col tempo è rimasto schifato da molte cose (e io con lui) e a 18 anni ha rifiutato un trasferimento e ha troncato col calcio. Ha preso la decisione migliore.

  6. Caro Roberto novoli hai perfettamente ragione. Il clientelismo spudorato che serpeggia nel settore giovanile uccide il calcio e chi frequenta tali ambienti ne e’ perfettamente consapevole

  7. roberto novoli

    Anche io se avessi un figlio da mettere nel mondo nel calcio lo manderei a giocare a Empoli. Non cerchiamo di essere tifosi viola e non giudicare. Guardate il nostro settore giovanile. Ditemi se c’è una squadra in testa alle classifiche dei loro campionati. Ditemi se ci sono giocatori pronti a giocare in prima squadra. Abbiamo visto la Juve a Firenze mercoledi. Ci ha asfaltato in tutti i sensi.Ma più che i giocatori mancano Maestri di calcio. In primavera noi abbiamo Guidi come allenatore, la Juve un campione del Mondo. Vorrà dire qualcosa? Le nostre squadre giovanili si allenano in tutta Firenze, non c’è un centro sportivo. Alla Trave quando piove ci vogliono i sommozzatori per giocare o per allenarsi. A Firenze vengono fatti giocare non i ragazzi migliori, almeno fino a un certo livello, ma i figli di…. Gestione clientelare e poi si spendono soldi per la stellina degli Usa, cinese o della Slovenia e Croazia. Ma dove vogliamo andare? Manca una scuola calcio efficiente ed efficace. Vergine e i suoi collaboratori credo abbiano fallito su tutta la linea. Rinnovare please e ripartire da zero…. se si vuole crescere e migliorare… oppure continuare così ma non ci lamentiamo se le cose non vanno come devono andare.

  8. gianni daviddi

    fare paragoni fra empoli e fiorentina e’ assolutamente inutile…e’ chiaro che le ambizioni, le possibilita’, la tradizione, il blasone diversi costringano le due societa’ a avere politiche diverse…questo e’ il classico articolo che fa sembrare l’erba del vicino sempre piu’ verde, tipico del giornalismo (?) fiorentino
    Non ci interessa far sembrare l’erba del vicino più verde, ma capire perché, pur spendendo milioni ogni anno i risultati in termini di crescita di giocatori non sono così soddisfacenti per la Fiorentina. Redazione

  9. Ha ragione, a Firenze giocatori come Tonelli,, Saponara, Rugani, Mario Rui ecc ci avrebbero messo anni per sbocciare e avrebbero rischiato anche di esser bruciati perchè alle prime 2 o 3 partite sbagliate, un gol mancato o un errore in difesa giù critiche da parte di tutti, stampa ed espertoni compresi.
    L’abbiamo visto con Vecino e lo stiamo vedendo con Capezzi e intanto giocano bolliti e convalescenti di lungo corso come Costa, Benaluane, Kuba, Kone ecc, ecc.
    Ci sentiamo grandi ma non lo siamo….. con questo modo di fare giocatori e Campioni come Albertosi, Superchi, Ferrante, Brizi, Chiarugi, Merlo, Bertini, Brugnera, Esposito, Orlandini, Sacchetti, Bruni, Di Gennaro, G. Galli ecc ecc sarebbero andati in prestito per anni e anni e lo scudetto del 1968/69 per es, l’avremmo vinto col piffero.

  10. O campagnolo e’ l’Empoli un piccolo Crotone. Forza viola!!!

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