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SPECIALE STADIO – Il vero, grande, ostacolo da superare

Da quel lontano giorno del settembre 2008, quando i Della Valle mostrarono i loro primi progetti per realizzare il nuovo stadio della Fiorentina in quel di Castello, di acqua d’Arno sotto i ponti ne è passata un bel po’. Ma soprattutto vi sono passate tante di quelle magagne che la metà sarebbe bastata. Di acqua ne è passata diversa, per la verità, anche dall’annuncio della proprietà viola, circa lo studio di fattibilità relativo alla nuova, e forse ultima, opzione rimasta: quella cioè di realizzare stadio ed opere connesse al posto della Mercafir. E’ lì che si concentrano le speranze di chi augura alla Fiorentina di poter avere presto una nuova casa, laddove ad oggi è collocato il Centro Alimentare Polivalente di Firenze, un punto nevralgico per il settore grossista cittadino ed ovvia base di partenza di tutto il corollario di problemi sorti intorno al progetto della Cittadella viola. Prima di pensare al nuovo “Franchi” (o come si chiamerà, se si chiamerà) ci sono tutta una serie di incastri che devono andare al loro posto e su cui cercheremo di fare chiarezza in questo speciale di Fiorentinanews.com.

Partiamo da una questione fin troppo banale: lo stadio dovrebbe sorgere al posto della Mercafir ma il mercato ortofrutticolo dove potrà migrare? Superati i primi bronci, le ipotesi iniziali erano due: Osmannoro e Quaracchi. Quest’ultima fu subito scartata, mentre fu dato un primo ok (era fine novembre 2015) alla soluzione Osmannoro, subordinatamente però ad una verifica sull’impatto che lo spostamento stesso avrebbe avuto riguardo alla logistica dei trasporti e alla possibilità di ricostituire il mercato stesso come “comparto unitario”, per citare le esigenze dirette espresse dal presidente di Mercafir, Angelo Falchetti.
Dopo i primi mesi di entusiasmo, anche a livello verbale da parte di diversi esponenti politici, ecco i primi problemi: intorno al luglio 2016 arrivò il no dei grossisti della Mercafir alla soluzione Osmannoro. Le questioni in ballo erano sostanzialmente due: una collocazione troppo lontana dal centro cittadino e le modestissime possibilità di sviluppo della zona, con l’aggiunta della questione legata alla viabilità.
Bocciato quindi l’Osmannoro e speranze solo apparentemente perse, poiché nel frattempo ecco saltare nuovamente fuori la zona di Castello: non più come terreno da adibire a Cittadella Viola ma a nuova Mercafir. A fine 2016 la trattativa tra il Comune di Firenze e Unipol, proprietaria delle terre in questione, entrò nel vivo, vista anche la chiusura dell’annosa vicenda giudiziaria che aveva bloccato Castello proprio all’indomani del progetto originario dei Della Valle. Esigenza imprescindibile: l’approvazione della variante urbanistica relativa proprio al quartiere al confine con Sesto Fiorentino.
E sulla realizzazione di questa benedetta variante, Palazzo Vecchio si è espresso con grande positività fin da inizio 2017: era la metà di marzo, poco dopo la presentazione del plastico per stadio e Cittadella da parte della Fiorentina, quando l’Assessore all’Urbanistica Giovanni Bettarini indicava in 8-10 mesi la tempistica necessaria per suddetta approvazione. Una previsione addirittura migliorata pochi giorni fa dall’Assessore allo Sport, Andrea Vannucci, che ha parlato di dicembre come scadenza utile. Un passo fondamentale anche solo per iniziare a parlare superficialmente di ciò che attiene alla nuova casa della Fiorentina; un discorso talmente lungo che non è esclusa la separazione dei due temi: il capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Torselli, nello scorso aprile ha parlato proprio di svincolo nel destino di stadio e mercato. La nuova Mercafir, in sostanza, nascerà comunque a Castello e il 1 gennaio 2018 è stata indicata come data spartiacque per averne un futuro più delineato. Separati o meno, è questo il primo passo indispensabile per iniziare a parlare del nuovo stadio della Fiorentina.

TO BE CONTINUED…

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12 commenti

  1. Gli avvoltoi sono quelli che mettano i bastoni tra le ruote per lo stadio? …… aeroporto mercafir centricommerciali…..

  2. Drillo4 non sai quanta ragione hai.
    Una volta costruito tutte queste belle cose immagino gia il traffico (oltre che l’impatto ambientale, acustico e dell’aria) all’uscita di una partita di dicembre con la pioggia….ore e ore di coda magari per raggiungere solo la fortezza.

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