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SPECIALE STADIO – L’aeroporto che si mette di mezzo con la Fiorentina

Abbiamo parlato già della prima questione relativa all’iter per la realizzazione della Cittadella Viola: lo spostamento della Mercafir in quel di Castello. Ai Della Valle occorrono infatti quei metri quadrati per far costruire la propria opera ma al mercato occorre un’area analoga a quella sita lungo Viale Guidoni. La soluzione ideale, come detto, è stata trovata ma al tempo stesso occorre fare attenzione a chi quei terreni li possiede: parliamo di Unipol, il gruppo finanziario con sede a Bologna.
L’ottimismo sbandierato da Palazzo Vecchio incoraggia a pensare che le trattative con Unipol per la destinazione di Castello alla nuova Mercafir siano a buon punto; l’inghippo che apre il secondo fronte caldo del lungo iter di cui stiamo parlando è però la condizione imposta dall’azienda bolognese: la realizzazione della nuova pista aeroportuale, la famosa “pista parallela” (o convergente-parallela). Tanto convinta Unipol della sua posizione che ad inizio del 2017 presentò ricorso al Tar per l’annullamento della delibera del Comune di Firenze, riguardo l’atto di indirizzo per la revisione del piano urbanistico esecutivo (PUE) dei terreni di Castello. Un problema legato proprio all’attuale pista dell’aeroporto, con la quale non si potrebbe andare ad edificare il nuovo Centro Alimentare Polivalente poiché previsto a nord dell’area interessata dal PUE in oggetto.
Detto in parole povere: costruire lì andrebbe contro una normativa di sicurezza, perché porterebbe un alto quantitativo di persone a lavorare in una zona a rischio, con l’attuale pista del “Vespucci”.

Ecco allora che la questione della nuova pista diventa fondamentale per mettere d’accordo anche chi dovrà dare il via libera alla realizzazione del nuovo CAP: partiamo dicendo che la dismissione della vecchia pista è prevista per il 2023.
Al tempo stesso però l’iter per la nuova è già partito però, con la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in atto ed anzi prossima alla chiusura, grazie anche ad un decreto dello scorso luglio, che ha accelerato decisamente la burocrazia. Lo ha confermato lo stesso Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, pochi giorni fa: se ENAC e Toscana Aeroporti dovessero scegliere di seguire la vecchia procedura, la VIA sarebbe già sul tavolo; in alternativa i tempi potrebbero allungarsi fino a un massimo di 90 giorni.
Fiducia nei tempi accorciati? Fiducia nella pista nuova? C’è chi dall’interno del Comune giura che in realtà la pista attuale non collida con le esigenze di Unipol e che quindi la realizzazione di quella nuova non sia fondamentale per lo spostamento della Mercafir. In ogni caso una risposta certa la avremo a fine anno, in caso di approvazione effettiva della variante di Castello.

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13 commenti

  1. … se lo stadio si fosse chiamato COOP ARENA… ci si giocava già da 5/6 anni… maledetti!

  2. Drillo, ci saro’ tra qualche settimana, se mi dai l’indirizzo ti mando una cartolina…

  3. CREDO SIA UNA SPECIE DI RICATTO….” SE VOLETE LO STADIO NON ROMPETE LE ***** PER LA PISTA..”

    BUFFONI !!!!

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