Stop alle soluzioni ‘esotiche’: il diktat italiano della Fiorentina

Sousa dà indicazioni ai suoi. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

La stagione corrente ha dimostrato una volta di più che “italians do it better”, in riferimento al ruolo di allenatore, se è vero che in testa a Premier League e Bundesliga ci sono due tecnici nostrani come Conte e Ancelotti, senza dimenticare i successi degli anni passati ottenuti dai vari Ranieri, Mancini, Di Matteo fino al più attempato Capello. Insomma se nella nostra Serie A i tecnici stranieri (ma con ampissimo passato in Italia da calciatori) sono appena tre, un motivo ci sarà: ed è in base a questa logica che si vuole muovere la Fiorentina. Quel che serve è un tecnico senza troppi fronzoli e che conosca già il contesto, potendosi così adattare con più facilità agli inevitabili ostacoli che faranno parte del cammino viola: è proprio su questo che probabilmente è inciampato Paulo Sousa, in aperto contrasto con i vertici dopo appena sei mesi dal suo arrivo. In questo senso il portoghese è definibile come “esotico”, cioè astratto dalle logiche che regolano la realtà nostrana, a differenza della concezione che un Pioli o un Di Francesco qualunque potrebbero invece garantire. Così, anche a forma di auto-tutela, la Fiorentina si orienterà su piste comunque più “sicure”, dunque più italiane.

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9 commenti

  1. Sono contrario a Sousa per le sue cervellotiche e inspiegabili formazioni . Dopo due anni cosa lascia??? una rosa indecifrabile e parecchi giocatori con il sedere a papera per il loro lungo periodo in panchina o tribuna .
    Se molti giocatori in formazione andranno via perché continuare a farli giocare ??? Forse per farli deprezzare e lasciare un ricordo indelebile alla società.

  2. Ma quale logica avrebbe dovuto avere Sousa? Avallare le stupidità di una società inesistente!!! Il problema dall’allenatore è un falso problema. Sousa è l’ennesimo capro espiatorio di questa fantastica società.

  3. Con Prandelli non si farebbero le figure di palermo…

  4. Ma Ramadani è d’accordo?

  5. Si comincia già male con questi discorsi..
    ..Maran va bene per i Chievo o il Crotone, poi senza È. L. CON I GIOCATORI cHE si sentono dire tipo Tonelli , Pavoletti i soliti Slavi ……ma ‘ndo si va???

  6. Per cui, per la stessa logica descritta dal sig. Masini, anche Prandelli e Montella sono diventati, perchè all’inizio non erano, allenatori “esotici”. Il problema, purtroppo, non è da dove viene l’allenatore ma cosa si da all’allenatore e cosa si vorrebbe da lui, oppure anche che cosa vuole l’allenatore stesso quando intravede possibilità di alzare il livello. Ed è esattamente qui che tutti gli allenatori capaci si sono scontrati con la Società e, invariabilmente, sono stati infamati. E questo succederà anche al prossimo allenatore , sia italiano o straniero, non appena si renderà conto che lui potrebbe ottenere di più se la Società lo sostenesse, cioè investisse. Investire : parola VIETATA da qualche anno, ma la sola parola che farebbe riaccendere i cuori anche se la fiducia nei DV & Co. orami non risalirebbe più.

  7. Spero che la stessa linea di pensiero venga mantenuta anche per il mercato.
    Basta con gli acquisti-scommessa!
    Vorrei vedere una nuova Fiorentina con giocatori VERI!

  8. Credo che Maran sia alla fine il tecnico che ha i requisiti giusti richiesti dai Dv per la Fiorentina del domani…poco ambizioso . .accetta con entusiasmo una squadra da metà classifica.. . In caso di evenienza ha l esperienza giiusta per lottare per la retrocessione .. credo che di Francesco e pioli abbiano delle ambizioni che non sono più compatibili con quelle dei DV..Gasperini ,Inzaghi e Giampaolo confermatissimi ..di italiani rimane solo lui …Semplici forse…

  9. In sostanza un allenatore che non metta bocca nelle scelte tecniche della società e non si lamenti!!!!!

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