Sull’asse Firenze-Palermo Corvino vince due volte. Il rammarico

La storia del calciomercato di qualche anno fa, poi, li ha fatti incrociare, mettere allo stesso tavolo, far girare milioni e campioni. Da una parte la Fiorentina, dall’altra il Palermo. Da una parte Pantaleo Corvino (prima gestione), dall’altra l’amico Rino Foschi e poi Walter Sabatini. Tanti gli spunti di mercato da raccontare. Affari mai realizzati, ‘dispetti’ su questo o quel giovane campione, operazioni concluse, secondo la ricostruzione di Viola Week. La prima, datata 2005, è la trattativa che portò Luca Toni dal Palermo alla Fiorentina. Corvino e Foschi discussero dell’affare per settimane. Fra fughe dal tavolo di mercato (il Corvo ruppe con l’amico Foschi almeno tre volte), tattiche di giochi al rialzo del prezzo (il dirigente dei siciliani aveva fatto scattare un’asta al rialzo con l’Inter) e schermaglie varie. La sera prima della firma si racconta che Corvino «gelò» Foschi con l’ultima offerta, quella da prendere o lasciare (10 milioni). Il Corvo fece l’offerta e un attimo dopo uscì sui giornali dicendo che Toni non sarebbe mai arrivato a Firenze. Che il Palermo avrebbe rifiutato la massima proposta a firma dei Della Valle. Bluffava, Pantaleo, perché sapeva benissimo che il Palermo a quei 10 milioni non avrebbe rinunciato. Nel 2007 (a gennaio), è invece Foschi a mettere a segno il suo colpo, vincendo il duello a distanza con la Fiorentina per portarsi a casa il giovane Cavani. L’intreccio di procure e fondi che hanno la proprietà del cartellino del giocatore fanno lievitare il prezzo dell’attaccante a una cifra obiettivamente molto alta per un campione che però diventerà tale solo dopo qualche stagione. Foschi si sbilancia e fa sbilanciare Zamparini offrendo per Cavani, 5 milioni di euro. La scommessa prende troppo la fisionomia dell’azzardo. Si arriva al 2010 e l’uomo mercato del Palermo è Sabatini. Si stimano, lui e il Corvo. Ma non si amano. E forse proprio un lungo braccio di ferro per un giocatore che poi non si è rivelato un top player che i due entrano in rotta di collisione in modo definitivo. Il giocatore in questione è il difensore Ezequiel Munoz (Boca Juniors). Il dirigente viola lo vuole, vorrebbe provare a portarlo a Firenze ma con un investimento ‘giusto’ e comunque che rientri nei paletti della società di Della Valle quando si decide di andare a scommettere a occhi chiusi su giocatori parzialmente conosciuti. Per Corvino, Munoz è un difensore da ingaggiare ma senza fare follie, Sabatini invece va giù duro e offre 4,6 milioni di euro. Subito e in contanti, proprio mentre Munoz stava per dire sì ai viola. Volano messaggi cifrati, sulle pagine dei giornali. Fiorentina e Palermo litigano a distanza. Ma per come sono andatele cose, alla fine, anche quella volta a vincere fu il Corvo.

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