Tacchinardi: “Sousa sempre stato allenatore ma non ha vita facile. Mati sensibile, con un po’ più di carattere…”

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A Radio Blu l’ex juventino Alessio Tacchinardi parla di Paulo Sousa, con cui ha condiviso diversi anni in bianconero: “Ricordo con grande piacere Paulo perché è una persona straordinaria ed era un calciatore fantastico. Aveva tutte le prerogative per cui potesse diventare un grande allenatore. Sull’aspetto tecnico Montella lascia un’eredità importante e non sarà facile per Paulo, anche se conosce la mentalità italiana, un po’ per un cambio generazionale da parte della Fiorentina, un po’ per qualche difficoltà nel centrocampo. Firenze è una piazza esigente e difficile e spero che possa affermarsi, lo spero anche per la Fiorentina che merita grandi palcoscenici. Spero che torni ad essere protagonista nella prossima stagione. Borja e Matri nel centrocampo a due? Possono anche farlo, dipende se l’allenatore vuole due incontristi, a quel punto non sono adatti. Oggi sicuramente il centrocampo è corto e perde delle pedine importanti. La sensazione però è che la società, con uomini di mercato così importanti, troverà i calciatori giusti. La chiave è capire come vuol giocare Paulo Sousa; a mio avviso in Italia qualche incontrista davanti alla difesa serve sempre. Gonzalo e Mati a Villareal? Gonzalo è un ragazzo fantastico e sono contento che abbia dato un’impronta di carisma alla Fiorentina, quando arrivai a Villareal era un giovane emergente del calcio spagnolo. fece una stagione straordinaria, noi arrivammo in semifinale di Champions League e di lui si parlava di Real Madrid. Nella Fiorentina ha dimostrato di saper impostare ma anche di saper fare gol. Ho giocato anche con Mati, che doveva teoricamente raccogliere l’eredità di Riquelme. Ha un carattere un po’ particolare, ha bisogno di certezze. Avesse avuto una personalità più strabordante avrebbe fatto una carriera da protagonista, è un ragazzo eccezionale e sensibilissmo. Rossi? Da parte mia, e non solo, c’è la speranza che recuperi al meglio. Personalmente, con tanti infortuni al crociato, ho visto che serve sempre il tenpo giusto e la non accelerazione dei tempi. Stando bene è un giocatore che può spaccare le difese”.

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