Tra sfiducia e passi indietro: i due misteri del mercato riciclati in Primavera

Quando fu ufficializzato l’estate scorsa venne accolto anche con un certo entusiasmo, vista l’atavica lacuna in quella zona di campo: dopo quattro mesi però di Kevin Diks si sono avute poche notizie, dal punto di vista sportivo almeno. Appena qualche minuto a Cagliari, a partita stra-chiusa, e poi nient’altro, con qualche titubanza anche nel mandarlo in campo in amichevole contro avversari di un certo calibro. Eppure l’età è sì verde, ma non verdissima, visto che parliamo di un classe ’96. Anche per fargli ritrovare un po’ di ritmo Sousa ha deciso di mandarlo a giocare con la Primavera, un passo che difficilmente però farà crescere l’olandese. In compenso tra lui e Toledo qualche dubbio di discreta entità comincia a formarsi, vista la scarsa o nulla considerazione di cui stanno godendo e la conseguente retrocessione tra i giovani di Guidi.

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1 Commento

  1. Roberto novoli

    Francamente penso che a calcio si giochi in 11, magari in 14 in ogni partita. Credo sia importante che Diks Toledo e Hagi, visto che non giocano in prima squadra, possano giocare in Primavera. È un percorso di crescita necessario per loro e per la Fiorentina. Per cui titoli come questi sono fuori luogo e destabilizzanti per tutti, giocatori e società. Siate più sulla notizia e non sparare sempre a zero

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