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Un adiòs che più indolore non si può

Un addio ormai consacrato. Santiago Silva è rimasto in Sudamerica ‘per un attacco febbrile’ e non tornerà più alla Fiorentina. Nei prossimi giorni ‘El Tanque’ rimetterà molto probabilmente la sua vecchia casacca del Velez. “Per me è la mia casa. Ho 30 anni, giocare vicino casa è la priorità”, ha recentemente detto ai media. Della parentesi a Firenze resterà nella storia più l’attesa di una sua celebre esultanza post rete che purtroppo non si è mai vista. Se ci fosse stata la vecchia e cara rubrica ‘Fenomeni parastatali’ della Gialappa’s Band a ‘Mai dire gol’ Silva vi avrebbe sicuramente trovato posto. Di lui resterà solo il piccolo premio di consolazione tributato dai compagni che gli hanno lasciato battere il rigore nel finale della vittoria sulla Roma. Preso da Corvino solo all’ultimo giorno di mercato dopo una trafila di peripezie, tra cui esser costretti a tesserare un extracomunitario sconosciuto dal Campobasso in Lega Pro come Ibekwe da girare allo Snagov nella serie B rumena (il nigeriano, nonostante tutto, ha segnato pure di più). Pagata in estate al Velez la clausola di 2,5 milioni di dollari (allora 1,7 milioni di euro), l’accordo per il ritorno del figlio prodigo è fissato a 2 milioni di dollari (poco più di 1,5 milioni di euro). Una piccola rimessa, anche se l’errore più grosso è stato quello di non dare un’altra chance a Babacar come alternativa a Gilardino, col senegalese degradato a tornare tra i suoi simili in Primavera dopo aver rifiutato diverse offerte in B, visto che voleva giocarsi le sue carte. Vista l’anemia realizzativa dei centravanti classici, non aveva avuto tutti i torti. Considerato che dalla Primavera è stato aggregato in pianta stabile uno straripante Acosty (non certo un nazionale ghanese Under 90 come ha citato erroneamente il 31 dicembre la più importante testata sportiva nazionale, sbagliando anche il suo anno di nascita, visto che è il 1991 ndr), chiunque dei due sarà l’alternativa di Silva, difficilmente lo farà rimpiangere. Non resta che augurargli, per il 2012, di tornare ad essere quel bomber che è stato in Argentina, mettendosi in mostra pure in Copa Libertadores, come è sicuro il presidente del Velez Calello col suo ingaggio.

Foto: LF/Fiorentinanews.com

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22 commenti

  1. Ffffiiiuuuuu! La maglia Numero Dieci è tornata libera Finalmente!

  2. Beppe San Miniato

    SE GLI ERA BONO UN GIOAVA NI VELEZ

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