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Un allenatore inseguito, un ds abbandonato e una filosofia… da “imitare”

Premessa: lungi da noi esaltare a priori l’erba del vicino, poiché più verde. Spostando lo sguardo un po’ a nord ovest però si incrocia calcisticamente lo scenario Sampdoria, un contesto sicuramente più indietro come risultati e appeal rispetto a quello viola ma comunque da tenere in grande considerazione. Intanto per la presenza di un tecnico che negli ultimi due anni ha sempre fatto soffrire la Fiorentina, che non a caso l’ha cercato eccome (a prescindere dalle parole del diretto interessato). Nella dirigenza poi c’è quel Daniele Pradè, un po’ abbandonato dalla società viola, ma che fu ottimo protagonista del rilancio nell’estate del 2012, insieme a Eduardo Macia: con Carlo Osti, in questo caso, è riuscito a mettere insieme una squadra che ha ampi margini di crescita, per l’età dei suoi protagonisti. Tante scommesse che potrebbero rivelarsi più che vincenti: dalle cessioni di Soriano, Correa e Fernando infatti sono entrati soldi, rispesi in buona parte per i vari Praet, Linetty, Bruno Fernandes e soprattutto quel Patrick Schick che sta attirando un sacco di occhiate su di sé. Una strategia d’azione quella blucerchiata che, con le dovute proporzioni, potrebbe essere quella della Fiorentina: vendere al momento giusto, quando il calciatore manifesta insofferenza e il suo prezzo è considerato al picco, per poi reinvestire su profili nuovi e utili alla causa. Il tutto, lo ribadiamo, con le dovute proporzioni, quelle che tradizionalmente separano due realtà come Fiorentina e Sampdoria.

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