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UN COMPORTAMENTO RICATTATORIO CHE NON PUO’ INGENERARE ALCUNA INDULGENZA

La delusione sul volto di Kalinic. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

E pensare che avevo visto in Kalinic il prototipo del serio professionista, disciplinato e corretto. Invece devo ricredermi. Delusione cocente. Non ho mai pensato che il rifiuto della Cina potesse essere interpretato come attaccamento viscerale alla maglia viola. Non ce n’erano i presupposti per un giocatore arrivato a Firenze solo due anni fa. Però avevo ammirato la sua voglia di scommettere su se stesso. La sua ambizione di volersi misurare ancora in campionati veri, non creati artificialmente.

Quindi non è il suo addio alla Fiorentina che mi colpisce. Ma il modo sì. Prima l’inaudita esternazione di ritenere chiuso il suo ciclo in viola nonostante altri due anni di contratto e di volere il Milan; poi le penose scuse per fuggire dal ritiro; infine la diserzione dagli allenamenti. Un comportamento ricattatorio, che non può ingenerare alcuna indulgenza. Non è il solo a comportarsi così in questo mercato dove chi fa le bizze viene sempre accontentato. Non è il primo e non sarà l’ultimo. Mi piacerebbe conoscere la posizione dell’Associazione calciatori, sempre pronta a difendere i diritti (talvolta veri e propri privilegi) di una categoria già abbastanza “fortunata”, su questi ammutinamenti.

E che non mi si venga a dire che se Kalinic vuole andar via è per colpa del passo indietro di Adv e dell’avviso di vendita della società di Ddv. La Fiorentina ha gestito malissimo molte dipartite, da Gonzalo a Borja Valero. Ha gravi responsabilità per la disaffezione di molti tifosi e per la rabbia di molti altri. Tuttavia nel caso Kalinic c’è un unico scorretto: il giocatore. Cartellino rosso.

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62 commenti

  1. Stefano, invece con il modulo di Spalletti (uguale a quello di Pioli) il posto assicurato lo aveva ?
    Ti giuro a me questo mi fa impazzire, ho sentito gente dargli di bollito, la tua stessa teoria sul fatto che il modulo nn era adatto a lui e poi vai a vedere, va a fare il titolare in una squadra che lotterà per il vertice.
    È una storia credibile come il fatta che un trentaduenne con due anni di contratto ti possa ricattare. Ma lo vedi Borja a puntare i piedi per andare via ?
    Diciamo, che come ha dimostrato il mercato, quest’anno c’era da ridurre il monte ingaggi e incassare molto.
    Tagliare un ingaggio da 1,7 e pigliare qualche soldo per il cartellino, faceva gola.
    Un po come il bluff del rinnovo a 2,5 per Bernardeschi, se fosse come sostieni te, ci saremmo potuti permettere un paio di giocatori con ingaggi analoghi a quelli dei partenti. Invece nisba.
    Ma di questi teatrini ne abbiamo già visti con Salah e Milincovic Savic, per uno c’erano già disponibili 18 milioni per il cartellino, per il secondo 12.
    Peccato che quei mercati abbiano invece visto chiusure in attivo per tappare i famosi “buchi di bilancio”. Segno evidente che la voglia di spendere quei soldi nn è mai esistita e che quelle sono state trattative “virtuali”, fumo negli occhi ai tifosi.

  2. Borja prendeva già 1,7 milioni a stagione che non sono 6 euro a nero. Avendo poi un contratto per altri 2 anni, bastava che non accettasse alcun trasferimento ed era ancora a Firenze. Le vere ragioni sono due: da una parte con Pioli non aveva la sicurezza del posto in squadra visto il modulo che voleva adottare; dall’altra c’erano sul tavolo 3,5 milioni per tre anni e quindi qualsiasi amore avesse per Firenze, Milano é divenuta subito casa sua. Tutto qui.

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