Un contatto da rigore e le ingiustificate proteste di Toni e Mandorlini

Sono principalmente due gli episodi che vanno rivisti della partita di ieri sera in chiave moviola. Il primo riguarda il contatto che ha generato il calcio di rigore a favore della Fiorentina. Gilardino, da vecchia volpe dell’area di rigore capisce in anticipo che il retropassaggio di Jankovic lo avrebbe potuto favorire. Allora si fionda sul pallone e finisce per essere toccato dal portiere del Verona, Rafael. Contatto lieve (ma c’è), il Gila poi non fa nulla per rimanere in piedi, ma il rigore non puoi non darlo. Poi però tutto verrà vanificato da Diamanti. Sull’altro fronte Rosi prima anticipa Toni, poi decide con un’azione senza senso, di strattonarlo in ricaduta. L’attaccante e Mandorlini protestano perché vogliono l’espulsione del difensore della Fiorentina, una richiesta però che non sta né in cielo né in terra. Al momento dello strattone la palla era tranquillamente tra i piedi di Neto, ovvero quindici metri buoni più in là rispetto alla zona dove si è concretizzato il fallo, quindi non si può assolutamente parlare di chiara occasione da gol. Giusta l’ammonizione per Rosi.

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