UN DOPPIO SALTO MORTALE CON AVVITAMENTO

Rossi Levante

Gli addii si portano sempre dietro uno strascico di malinconia. Ma anche certi arrivederci non sono da meno. Quello di Giuseppe Rossi alla Fiorentina e della Fiorentina a Giuseppe Rossi rientra in questa tipologia. Pur di avere l’opportunità di giocare, Rossi ha scelto il Levante: 14 punti in 20 partite; 12 sconfitte e solo 3 vittorie; 17 gol all’attivo e più del doppio subiti. Ultimo con distacco nella Liga. Da giocarsi la Champions ad una disperata lotta salvezza. Più che una scommessa un doppio salto mortale con avvitamento.

Da tempo il calciatore (soprattutto attraverso il suo procuratore) smaniava sulla panchina viola sognando il campo. E non gli erano state sufficienti le occasioni in cui Sousa l’aveva impiegato. Né lo avevano convinto di non essere ancora all’altezza della sua fama passata. La tripletta alla Juventus dell’ottobre 2013 lo ha fatto entrare di diritto nella storia della Fiorentina e nella hall of fame dei giustizieri della Vecchia Signora al pari di Bati, Osvaldo, Tendi e altri “eroi” viola. Ma la gratitudine imperitura che società e tifosi avranno nei suoi confronti non dà il diritto a scendere in campo anche se non si è in condizione. Una considerazione che ha fatto a lui e anche a noi.

Così il rapporto tra Rossi e la Fiorentina si è progressivamente logorato. Fino alla scelta audace, forse addirittura temeraria, di tornare in Spagna, sperando in un effetto taumaturgico della terra che lo ha consacrato campione. D’altronde la Fiorentina non poteva piegare il bene della squadra alle pur comprensibili aspirazioni del giocatore. Conflitto di interessi, difficile da attenuare. Infatti si è arrivati a quello che lo coppie di solito chiamano “periodo di riflessione”. Ognuno torna a far vita a sé e il futuro diventa un’ipotesi. L’arrivederci di Rossi è un po’ così, come nella vecchia canzone di Umberto Bindi.

… arrivederci
questo sarà l’addio
ma non pensiamoci
con una stretta di mano
da buoni amici sinceri
ci sorridiamo per dirci
arrivederci

(Umberto Bindi – 1959)

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5 commenti

  1. Se deve giocare con continuità x 6 mesi non conta la squadra ,non la sua classifica, conta che è in un campionato decente e giochi, la liga è un campionato ottimo sotto questo aspetto(doveva glrestare in a o andare in spagna o in inghilterra, francia e germania hanno squadre 10 volte suoeriori alle altre),solo che cio’ mi fa pensare che se fa bene in liga potrebbe restarci (in un club medio o medio forte),in spagna comunque si trova bene e orrà garanzie sull’impiego in caso di ritorno

  2. Bella formula di cessione: a rimetterci ranno e sapone.
    Della Valle, fuori i vostri pretoriani dei vostri calzari
    o qui finisce tutto a donne di facili costumi

  3. Stavolta la boiata l’hanno fatta in due: Pepito e la Fiorentina.
    Qualcuno in società merita l’appellativo di terminator

  4. Vogliamo rivederlo a Firenze più forte di prima

  5. Bell’articolo! Io spero che sia davvero un arrivederci

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