Un piccolo passo indietro

Giuseppe Rossi è stato uno dei protagonisti del ritiro di Moena, di cui è stato il capocannoniere insieme a Mauro Zarate a quota cinque gol. Pepito è parso tornato sui livelli del passato ed ha regalato ai tifosi presenti giocate spettacolari accompagnate ad una freddezza sotto porta da non sottovalutare. Ieri sera, invece, la partita contro il Celta Vigo ha rappresentato un piccolo passo indietro: l’italoamericano, stretto nella morsa dei due difensori avversari, non è praticamente mai riuscito a rendersi pericoloso e si è fatto notare più in difesa, con addirittura un recupero al limite della propria area di rigore seguito dagli applausi del Franchi, che in attacco. La scusante sta nel fatto che Rossi non è un vero e proprio attaccante e quello in cui è stato impiegato ieri sera non è certamente il suo ruolo ideale: Pepito preferisce giostrare qualche metri dietro ad un prima punta vera, che in questa Fiorentina non può essere altri che Kalinic.

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4 commenti

  1. Bravo morello…c’hai preso in pieno. Per Sousa…Rossi non giocherebbe mai. Quest’anno gioco forza il “mister” è obbligato a fare con quel che ha e deve rilanciare Pepito. l’unica arma per far credere che Giuseppe non sia buono è non metterlo in condizione di esprimersi.

  2. Sousa è costretto dai media e dal pubblico a far giocare Rossi ,ma per non fargli fare bella figura gli impone un ruolo che ne umilia le caratteristiche

  3. Concordo.
    Unica cosa e che mi hai fatto venire in mente (leggendo tuo commento) che Rossi é in scadenza . quindi devono vedere dirinnovargli il contratto se vogliono puntarci altrimenti se fanno una cosa buona dal punto di vista umano se lo recuperano dal lato pratico perdono sopratutto un po di tempo e altro.
    Insomma allora dai qialche minuto a minelli che ti resta o prendi un altro flda far crescere se minelli lo danno in prestito

  4. Io non vedo il problema, nel senso che se quest’anno ci deve servire per arrivare nei primi sei e formare giocatori, la forza tecnica c’è. Quindi Rossi può continuare a crescere con calma. Se, viceversa, l’idea è di arrivare più in alto, allora, cari Andrea e Diego bisogna frugarsi.

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