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Una promessa è una promessa

Paulo Sousa. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Resta una promessa da prendere con le molle, considerato che due protagonisti su tre lasceranno la Fiorentina, ma le parole dette da Corvino, Sousa e Gonzalo ieri in sala stampa, come riferisce La Nazione danno l’idea di un patto che prescinde dall’evoluzione dei contratti: “Ci sono poche possibilità di qualificarci per l’Europa, anzi pochissime, ma abbiamo il dovere di provarci. Dobbiamo recuperare 7 punti in 10 partite, cercheremo di riuscirci anche per riconquistare i nostri tifosi”. Missione impossibile o quasi, nel frattempo oggi a Crotone la Fiorentina non potrà schierare il suo numero dieci Bernardeschi fermo per i problemi accusati alla caviglia: dimostrazione che i contestatissimi cambi di Sousa, due contro il Borussia e uno contro il Cagliari, avevano delle motivazioni concrete. Il tecnico si è preso tutte le responsabilità in pubblico,  e come riporta il quotidiano ha mostrato una coerenza che gli fa onore; certamente più di alcune scelte tattiche e filosofiche hanno fatto perdere per strada punti importanti alla Fiorentina, come nelle gare contro Torino, Genoa e Borussia, ora attardata in classifica e senza altri obiettivi che non siano la rincorsa in apnea in campionato.

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1 Commento

  1. Non sono un sostenitore di SOUSA, però devo dire che è stata una brutta cosa da parte della tifoseria e anche in parte della stampa aver inveito contro l’allenatore dopo la sostituzione di Bernardeschi, quando ora vediamo che ha problemi fisici; nessuno ha detto nulla e tantomeno lo stesso giocatore e questo devo dire che non è corretto.

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