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UN’APNEA ESAGERATA, UNA PRECE AL DIO DEI CENTRAVANTI E…

GomezPanchinaUn giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli e devi
cominciare da zero* 
Il peso dei gol mancati sulle spalle è pesante anche per un armadio come Mario Gomez. L’inizio della partita contro il Cagliari è da incubo. Corner di Mati, testa di Basanta, la palla sbatte sul petto del tedesco che salva involontariamente la porta rossoblu. Un sortilegio malvagio che quasi lo irride qualche minuto dopo. Testa di Ceppitelli in area viola, Neto devia sullo stinco di Gomez che sfiora un beffardo autogol. Ma non è finita, non ancora. C’è tempo per incespicare su un pallone filtrante e per finire sulla traiettoria di un tiro in porta di un compagno.

A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura, ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più 

Secondo tempo. Borja Valero gli offre un assist al bacio. Gomez galoppa verso la porta, prende la mira, carica il destro e colpisce come ha fatto centinaia di volte nella sua carriera di goleador. Ma il pallone non risponde ai comandi, si impenna altissimo sulla traversa. Si direbbe il rinvio di un portiere anziché il colpo di grazia di un attaccante. Cosa sarà passato per la mente di Gomez in quel momento? Avrà pensato ai ventimila tifosi viola corsi ad applaudirlo in un’afosa giornata di luglio? Alla maglia della nazionale da riporre nel cassetto dei ricordi? All’ingaggio faraonico e ingombrante? A Babacar scalpitante in panchina? Alla fiducia di Montella da ripagare?

Sei testardo, questo è sicuro
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi 

E’ il settantesimo minuto. Joaquin lo lancia verso l’area avversaria. Provaci ancora Gomez. Il tedesco avanza, entra in area, invia una prece al dio dei centravanti (se mai esistesse) e calcia a incrociare: il pallone finisce in rete. Il sortilegio è disintegrato. Gomez non esulta. Respira a pieni polmoni l’aria del gol. Come un sub dopo una apnea esagerata. Guarda il cielo, stringe i pugni, chiude gli occhi. Bentornato bomber.

* Parole della canzone “Un giorno credi” di Edoardo Bennato.

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16 commenti

  1. Liberarsene quanto prima

  2. Vai Mario adesso affonda la Juve io ci credo!

  3. Il gollonzo è stata una liberazione per lui e…per noi! Siamo sinceri! Dopo che aveva clamorosamente spedito al cielo l’appoggio stupendo di Borja, tutti, ma dico tutti abbiamo pensato ….ORA BASTA! Invece Montella ci ha ancora creduto, penso fortemente supportato dalla dirigenza che paga fior di denari il tedesconeMario

  4. Sarà pure un gollonzo, ma otto mesi di sofferenza rendono la porta stretta come la cruna di un ago. SFV.

  5. Nessun dio da ringraziare… ma solo un uomo. Il suo allenatore che non lo ha sostituito nonostante fosse imbarazzante.

  6. Se un gollonzo di Gomez dopo anni di errori tragicomici vale questo epinicio, urge un poema epico del volume e del livello artistico dell’Iliade per la carriera di Batistuta.

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