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Vedova Raciti: “Provo amarezza. La prima telefonata è arrivata da una famiglia di tifosi Viola”

Intervistata dalla Rai, la vedova dell’ispettore capo Filippo Raciti Marisa Grasso ha parlato del vergognoso accaduto della serata di ieri, dove l’ormai famoso ultras partenopeo Jenny ‘a Carogna ha esibito la maglia “Speziale libero”, inneggiando colui che è stato condannato per la morte del marito. Ecco le sue parole: “Cosa provo? Vergogna, marezza, perchè dopo otto anni subire il calvario-giustizia, visto che i processi sono durati sei anni più i vari iter,  vedere gente che può imporre la volontà davanti alle istituzioni indossando una maglia con scritto Speziale libero, mostra l’assenza e l’impotenza dello Stato, che dovrebbe anzi mostrare solidarietà. Se questo ultrà si è permesso, sono portavoce indignato di mio marito e dei colleghi di mio marito che difendono certi valori. Dove sono i vertici dello Stato? Non ho ricevuto neanche una telefonata di solidarietà da parte dei vertici dello Stato. Mi hanno telefonato tante famiglie e colleghi di mio marito. Tifosi? No, non mi hanno chiamato, anzi ho ricevuto la prima telefonata da una famiglia fiorentina, di tifosi Viola, che seguiva la partita e che mi ha mostrato la sua solidarietà. Renzi, che l’altro giorno ha condiviso una banana per solidarietà verso il razzismo, con me cosa condividerà?”.

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11 commenti

  1. Ho seguito la partita fuori dall’Italia e mi sono vergognata di essere italiana ma non di essere tifosa viola la sciarpa è sempre rimasta al collo. Vedere le forze dell’ordine trattare con quel delinquente e per giunta che indossava quella maglia mi ha schifato! Solidarietà alla famiglia Raciti.

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