Volpecina: “Montella farebbe bene a Napoli”

Entrambe eliminate in Coppa Italia, domenica si affronteranno al San Paolo Fiorentina e Napoli, due squadre comunque ancora in lotta su due fronti: in campionato per il terzo posto e in Europa League per raggiungere le semifinali. Contattato da Calciomercato.com, Giuseppe Volpecina, doppio ex di viola e azzurri ha analizzato l’attuale momento delle due squadre:  “Per la Fiorentina non sarà semplice assorbire la mazzata psicologica dell’eliminazione. Uscire con la Juve, dopo il vantaggio maturato nella gara d’andata, non è il massimo. Entrambe le squadre sono chiamate ad archiviare repentinamente le recenti delusioni, perché possono ancora confidare nel terzo posto, anche se le distanze iniziano a farsi quasi proibitive. Non c’è tempo per piangere sul latte versato, bisogna dare il massimo. Il cammino in Europa League? E’ una competizione importante e sono certo che gli azzurri, così come i toscani, possano arrivare fino in fondo. Eviterei distrazioni, ci sono ancora tanti punti in palio ed è doveroso provare a scalare la classifica. A Roma, contro una diretta concorrente, il Napoli ha giocato una discreta partita e avrebbe meritato miglior sorte. L’impresa è quasi impossibile, ma nulla è deciso. La Coppa Uefa può essere una sorta di ancora di salvezza per i partenopei, altrimenti la stagione rischia di diventare fallimentare. Non mi aspettavo un calo del genere, ero certo che il Napoli potesse raggiungere senza troppi affanni il terzo posto, ma la Lazio si è inserita alla grande. Gran parte del merito va a Pioli, allenatore equilibrato e serio. I punti deboli della squadra di Benitez? Il Napoli crea ma fatica enormemente nel concretizzare. Le maggiori preoccupazioni riguardano gli altri due reparti. Servivano e serviranno un centrale difensivo e un centrocampista di grande spessore. Montella per il dopo Benitez? Parliamo di un tecnico giovane ma bravissimo. E’ un grande intenditore di calcio, preparato come pochi e ha le idee chiare. Sono certo che reggerebbe il peso dell’ambiente, già da calciatore si è misurato in grandi piazze. Lui, come Benitez, tende a fare un calcio propositivo fondato sul palleggio, ma è anche vero che in Italia, per portare a casa il risultato bisogna saper essere anche speculativi”.

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