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Zauri a FN: “La Fiorentina non fa mai il salto di qualità, il tira e molla con Sousa il problema iniziale. Il fallo di mano? Non ne vado fiero, preferisco ricordare il gol contro i viola “

Gran parte della carriera a Roma, con la maglia della Lazio, ma la Fiorentina un po’ nel destino: in particolare per quel fallo di mano clamoroso che Rosetti non vide nel maggio del 2005. Episodio che rischiò di condannare la squadra viola alla retrocessione e che tutt’ora in tantissimi ricordano: Luciano Zauri poi si è fatto perdonare venendo a giocare anche a Firenze, tre anni dopo, e a Fiorentinanews.com ha introdotto la sfida di domani sera all’Olimpico: “Lazio e Fiorentina sono due ottime squadre sicuramente, costruite per fare un campionato di medio-alto livello, ad oggi darei la Lazio leggermente favorita per via della classifica e anche perché gioca in casa”.

Ti ha deluso il campionato viola fino ad ora?
“La Fiorentina negli ultimi anni sta facendo bene, certo tutte le stagioni ci si aspetta che faccia il salto definitivo in avanti ma per mille ragioni non è mai arrivato. A inizio stagione non si capiva se Sousa sarebbe rimasto o no e questo forse ha influito negativamente causando un po’ di alti e bassi. La squadra comunque sta andando discretamente e forse non si è ancora vista la Fiorentina migliore”.

Quanto è condizionato un calciatore dalle incertezze intorno al suo allenatore?
“Inizialmente credo che Sousa volesse una squadra più competitiva, questo è stato il problema originario con la società, poi si è arrivati ad un accordo per un comune quieto vivere. In ogni caso il giocatore fa il giocatore, questi sono aspetti che riguardano più la società che non le vicende di campo”.

Esiste una spiegazione per la discontinuità della Fiorentina?
“Quando vieni dai due vittorie, pensi magari che sia tutto più facile e poi vai a sbattere contro un Genoa che è sempre squadra ostica ed aggressiva. La Fiorentina ha avuto un passaggio a vuoto, dopo due ottime vittorie, ma credo che abbia sempre mantenuto la propria identità di squadra votata al gioco e al possesso palla, anche quando perde”.

Fiorentina e Lazio si daranno battaglia per l’Europa League?
“La Lazio in questo momento sta facendo anche un pensierino a qualcosa di più dell’Europa League. Forse non è attrezzata per arrivare tra le prime tre però si sa che l’appetito vien mangiando, per altro non ha neanche l’impegno europeo infrasettimanale. Vediamo anche dopo il mercato di gennaio, se dovesse cedere Djordjevic e centrare un attaccante importante, potrebbe regalarsi un finale di stagione importante”.

La Fiorentina punta forse più a questa Europa League che non alla prossima?
“A un certo punto della stagione se ci si trova ancora impegnati in Europa e il campionato va un po’ così così, magari si può dedicare maggior attenzione ad una delle due competizioni. Ancora però mancano talmente tante partite che per il momento non si danno preferenze”.

La mancanza del salto di qualità è un po’ un dejà vu di quanto accadde alla “tua” Fiorentina?
“Quando arrivai io la squadra si apprestava ad affrontare i preliminari, che poi superò. La società aveva effettuato investimenti importanti, la squadra di quell’anno forse non si è più rivista sotto il profilo dello sforzo economico. Facemmo anche un ottimo campionato, arrivando quarti, forse da lì la Fiorentina non si è più ripetuta”.

Il tuo ruolo è ora quello di Zampano a Pescara: è un calciatore che farebbe al caso della Fiorentina?
“E’ un giocatore molto interessante: esterni bassi di quella qualità e velocità non ce ne sono tanti a giro ed è ovviamente appetito da molte squadre. Ancora però deve crescere tantissimo a livello difensivo ma ha l’età dalla sua. E’ un elemento su cui punterei se fossi nella Fiorentina“.

A proposito di Lazio-Fiorentina: ripensi ancora a quel famoso fallo di mano?
“Ci penso spesso o comunque lo faccio quando vedo un fallo di mano punito, anche se ora sono cambiate le regole. Per mia fortuna in quella situazione non fu sanzionato, ci tengo a dire che non è un episodio di cui vado fiero, fu legata all’istinto del momento anche perché la stessa Lazio navigava in cattivissime acque. Se ripenso a Lazio-Fiorentina, preferisco ricordare che l’anno dopo feci il gol decisivo proprio alla squadra viola, per poi chiudere il cerchio venendo a giocare a Firenze. La Fiorentina era nel mio destino”.

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3 commenti

  1. Non ne vai fiero ma l'”onestà ” non fa parte di te. Dopo una sudiciume tanto del genere parli ancora?

  2. La fortuna con quel fallo di mano c’entra ben poco..

  3. Per la redazione.Non trovo piu’ un articolo similare,riguardante Zauri e che avete messo ieri sera e dove ho espresso in mio parere riguardante il famoso fallo di mano.

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