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Andrea Della Valle: “Dopo un anno in California, mio padre e Diego mi presero per i capelli e mi misero a lavorare. Passavo ore a New York ad osservare la gente e…”

Intervistato dal mensile GQ, il proprietario della Fiorentina, Andrea Della Valle, ha parlato della squadra e della contestazione che lo riguarda, ha toccato il tema dei rapporti con il fratello Diego, ma ha anche raccontato i suoi inizi dell’avventura lavorativa e imprenditoriale: “Era il 1986, avevo 21 anni – ricorda Andrea Della Valle – Dopo un anno bellissimo in California, con un amico a comprare auto d’epoca da rivendere in Italia, mio padre e Diego mi avevano preso per i capelli: il divertimento è finito, ora tu vai a New York a seguire l’apertura del nostro negozio. Nei fine settimana stavo seduto per ore a Washington Square a osservare la gente. E ogni mattina, in metropolitana, vedevo quelle donne con le scarpe da ginnastica, che sotto le calze nere e la divisa da ufficio erano un cazzotto nell’occhio. Mi sono detto: dovremmo fare una scarpa che non debbano togliersi e nascondere sotto la scrivania…L’Interactive, la prima Hogan, è nata così”.

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34 commenti

  1. Maxim, non è che pretendo lo Scudetto o la Champions, ma concorrere per vincere la Coppa Italia non sarebbe da marziani! certo se poi i Della Valle non la considerano remunerativa, comportando la vincita anche il pagamento del premio ai giocatori, come ammesso da un nostro dirigente, allora siamo all’omicidio di qualsiasi sogno del tifoso, all’anticalcio; nessuno dice alla proprietà di svenarsi, ma neanche di usare i quaranta milioni di attivo della campagna acquisti per pagare anche la bolletta della luce; perfino squadre come l’Udinese e l’Atalanta stanno diventando dei modelli per noi, non stiamo parlando di Inter o Juve.

  2. Casarsa, no certo che non lo erano squadrette ma quello che voglio dire è che nel calcio di allora c’era più spazio per le sorprese e chi si arrangiava anche con pochi soldi e molta competenza aveva modo di arrivare a vincere l’allora Coppa dei Campioni (vedi il Nottingham Forest con Clough o la Samp che perse la finale col Barcellona) o anche “solo” lo scudetto. Il calcio di oggi è business e il gap tra le fortissime e le medie è enorme e va ingrossandosi, a tal punto che ridurre l’accusa ai Della Valle alla conquista o meno di trofei ha poco senso. Le accuse e le critiche se le meritano eccome ma non spariamole a caso.

  3. Luc66 è scandalizzato per le critiche ad Andreino (il diminutivo è d’obbligo) che ha passato ore ad osservare i passanti e le loro scarpe così come da ragazzotti osservavamo le auto passare per segnare le targhe. La riflessione non gli fa difetto e infatti è in riflessione non si sa da quanti mesi, sull’aventino, impermalosito. Ma Luc 66 si ritiene diverso da quella minima (?) parte, lui si sente migliore perche anziche criticare lecca, lecca, lecca. Non si è ancora accorto che lo stanno strumentalizzando e prendendo per i fondelli. Un consiglio, svegliati dal torpore, la Fiorentina era un’altra cosa, i giocatori non erano i brocchi che vedi oggi in campo, c’erano i Baggio, Antognoni, Rui Costa, Graziani, Borgonovo, Galli. tanta roba, troppa per gente come te che godi della miseria attuale.

  4. Maxim, il calcio si è sempre diviso tra vincenti e perdenti, non mi dire che squadre come il Real, la Juve(sigh), il grande Toro, il Bologna che tutto il mondo tremare fa (spero la citazione sia completamente esatta), l’Inter di Herrera, il Milan di Rocco, l’Inter di Angelo Moratti, la Lazio di Chinaglia o il Napoli di Maradona fossero delle squadrette, sarebbe poco arguto da parte tua.

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