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“CASCATORE”, “DISONESTO”, “SIMULATORE”: CHIESA LOGORA CHI NON CE L’HA

Cascatore, simulatore, disonesto: Federico Chiesa ha avuto in questa settimana il suo vero esordio nel mirino degli avversari. I calcioni mediatici possono fare più male di quelli negli stinchi. Un “battesimo del fuoco” che spetta solo ai migliori, ai più bravi, ai più temuti. Chiesa logora chi non ce l’ha. Oggetto del desiderio delle tifoserie (e delle società) avversarie, problematico da fermare sul campo quando parte lancia in resta e palla al piede, è finito nel tritacarne mediatico per aver ottenuto un rigore dubbio (e sottolineo dubbio, non inesistente). Sotto accusa non i tiratori di maglia seriali che puntualmente si attaccano addosso come mignatte, non i randellatori delle altrui caviglie, non i candidi dispensatori di involontari pestoni… ops. Lo scandalo è aver perso il passo e l’equilibrio senza aver avuto la possibilità di riprendersi, come è accaduto mille altre volte, causa il tamponamento del difensore atalantino.

La partita contro la Lazio diventa quindi per Chiesa un esame di maturità psicologica. Gli avversari (in campo e fuori) su questa accusa infamante e immeritata ci speculeranno. Ogni volta che finirà per terra, fosse anche perché gli hanno sparato, si alzerà l’ululato del pubblico avverso. Federico lo deve mettere in conto. La sua fortuna è avere accanto un padre che sa come funziona il mondo del calcio, storture e strumentalizzazioni comprese, e un allenatore che sulla gestione delle difficoltà psicologiche ha dimostrato in più occasioni (dramma Astori, mancata partecipazione all’Europa League) di essere ferratissimo.

Nella storia viola la nomea di cascatore era stata affibbiata ad un altro giocatore: Luciano Chiarugi, ala del secondo scudetto. Aveva un dribbling che faceva girare la testa (e anche le palle) agli avversari. Talvolta perfino a lui stesso. Possedeva, come Chiesa, velocità e sterzate imprevedibili che favorivano il contatto dell’avversario. Non era affatto un cascatore, termine calunnioso. Anche per questo “Cavallo pazzo” è rimasto nel cuore dei tifosi. Lì, dove c’è un posto anche per Chiesino.

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3 commenti

  1. NON HO PAROLE…QUANDO BALOTELLI SI TUFFAVA DUE VOLTE A PARTITA CON ALTRETTANTI RIGORI DATI AL MILAN, TUTTI ZITTI…SOPRATUTTO ALL’ULTIMA GIORNATA CHE CI COSTO’ IL TERZO POSTO..CHE SCHIFO…DA QUESTE COSE CAPISCI L’IMPATTO DELLA MANIPOLAZIONE E DELLA PRESSIONE MEDIATICA…

  2. Mi chiedo come la rai non abbia ancora licenziato antinelli dopo le offese che ha lanciato domenica.

  3. MATTEINI DAI DACCI UN TAGLIO…FV

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